
Ciao ragazzi\e!
Vi ricordo quello che dovete fare prima della prossima volta:
confrontate gli appunti presi e fate un resoconto-riassunto collettivo da postare tra i commenti. Il riassunto deve essere critico, sottolineate quello che avete capito quello che non avete capito.
Individualmente poi siete libere\i di fare le osservazioni che volete su quanto abbiamo detto: sui concetti presi in prestito dalla narratologia.
sulle mie osservazioni sul romanzo (che non sono assolute3. Anzi mi aspetto di sapere cosa ne pensate voi del romanzo).
Infine sui luoghi comuni, cliché, e su come influenzano la nostra cornice narrativa. Ecco, su questi argomenti mi piacerebbe leggere dei vostri commenti.
Ecco la sequenza che abbiamo iniziato ad analizzare in classe:
E questa la corrispettiva scena nel libro:
Mi è venuta paura delle vipere, così, all'improvviso.
Fino a quel giorno, quando salivo sulla collina, non ci avevo pensato mai alle vipere.
Continuava a balenarmi davanti l'immagine di quel bracco che ad aprile era stato morso sul naso da una vipera. La povera bestia era stesa in un angolo del capannone, ansimante, con l'occhio fisso, la schiuma bianca sulle gengive e la lingua di fuori.
"Oramai non c'è più niente da fare". Aveva detto il padre del Teschio. "Il veleno gli è entrato nel cuore.
Stavamo tutti in cerchio a guardarlo.
"Portiamolo a Lucignano. Dal dottore degli animali," avevo proposto.
"Soldi buttati. E' un ladro quello, gli fa una siringa d'acqua e ti ridà il cane morto. Andate via, forza, lasciatelo morire in pace". Ci aveva spinti fuori. Maria si era messa a piangere.
Attraversavo il grano e mi sembrava di vedere serpenti strisciare dappertutto. Saltavo come una quaglia e con una mazza menavo gran colpi per terra, era un fuggi fuggì di grilli e cavallette. Il sole picchiava in testa e sul collo, non c'era un alito di vento e in lontananza la pianura era tutta sfocata.
Quando sono arrivato al margine della valle ero sfinito. Un po' d'ombra e una bevuta d'acqua era quello che ci voleva, mi sono avviato nel boschetto.
Ma c'era qualcosa di diverso dal solito. Mi sono fermato.
Sotto gli uccelli, i grilli e le cicale si sentiva della musica.
Mi sono precipitato dietro un tronco. Da lì non riuscivo a vedere niente, ma sembrava che la musica veniva dalla
casa.
Dovevo andarmene via di corsa, ma la curiosità mi spingeva a dare un'occhiata. Se facevo attenzione, se rimanevo tra gli alberi, non mi vedevano. Nascondendomi tra le querce mi sono avvicinato allo spiazzo.
La musica era più forte. Era una canzone famosa. L'avevo sentita un sacco di volte. La cantava una donna bionda con un signore elegante. Li avevo visti alla televisione. Mi piaceva quella canzone.
C'era un masso coperto da ciuffi verdi di muschio proprio al limitare della radura, un buon riparo, ci sono strisciato dietro.
Ho allungato la testa e ho spiato.
Parcheggiata davanti alla casa c'era la 127 di Felice, con le portiere e il bagagliaio aperti. La musica veniva dall'autoradio. Si sentiva male, gracchiava.
Felice è uscito dalla stalla. Era in slip. Ai piedi aveva gli anfibi e intorno al collo il solito fazzoletto nero. Ballava a braccia spalancate e ancheggiava come una danzatrice del ventre.
"Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai... "Cantava in falsetto, insieme alla radio.
Poi si fermava e con voce grave continuava.
"Tu sei il mio ieri, il mio oggi. Il mio sempre.
Inquietudine.
E da femmina. "Adesso, ormai, ci puoi provare. Chiamami tormento, dai.
Già che ci sei.
Ha indicato qualcuno. "Tu sei come il vento che porta i violini e le rose.
"Parole, parole, parole...
"Ascoltami.
"Parole, parole, parole...
"Ti prego.
Era molto bravo. Faceva tutto da solo. Maschio e femmina. E quando era uomo faceva il duro. Occhio a mezz'asta e bocca socchiusa.
"Parole, parole, parole...
"Io ti giuro.
Poi si è buttato a terra, nella polvere, e ha cominciato a fare le flessioni.
Con due braccia, con una, con lo schiaffo, e cantava tutto contratto.
"Parole, parole, parole, parole, parole, soltanto parole, parole tra noi.
Me ne sono andato.
Quali differenze notate? E quali affinità?
Per capire bene come nel romanzo viene giudicato Felice bisogna leggere quest'altra descrizione, precedente nel libro (a pag. 45):
Felice Natale era il fratello maggiore del Teschio. E se il Teschio era cattivo,
Felice lo era mille volte di più.
Felice aveva vent'anni. E quando stava ad Acqua Traverse la vita per me e
gli altri bambini era un inferno. Ci picchiava, ci bucava il pallone e ci rubava le
cose.
Era un povero diavolo. Senza un amico, senza una donna. Uno che se la
prendeva con i più piccoli, un'anima in pena. E questo si capiva. Nessuno a
vent'anni può vivere ad Acqua Traverse, a meno di fare la fine di Nunzio
Scardaccione, lo strappacapelli. Felice stava ad Acqua Traverse come una ti-
gre in gabbia. Si aggirava tra quelle quattro case infuriato, nervoso, pronto a
darti il tormento. Fortuna che ogni tanto se ne andava a Lucignano. Ma an-
che li non si era fatto degli amici.
Quando uscivo da scuola lo vedevo seduto da solo su una panchina della
piazza.
In quell'anno la moda erano i pantaloni a zampa di elefante, le magliette strette e colorate, il montone, i capelli lunghi. Felice no, i capelli se li tagliava corti e se li tirava indietro con la brillantina, si rasava perfettamente e si vestiva con giacche militari e pantaloni mimetici. E si legava un fazzoletto intorno al collo. Girava su quella 127, gli piacevano le armi e raccontava di aver fatto il parà a Pisa e che si era gettato dagli aerei. Ma non era vero. Tutti sapevano che aveva fatto il militare a Brindisi. Aveva il viso affilato di un barra
cuda e i denti piccoli e separati come quelli di un coccodrillo appena nato.
Una volta ci aveva detto che li aveva così perché erano ancora i denti da latte.
Non li aveva mai cambiati. Se non apriva la bocca era quasi un bel ragazzo, ma se spalancava il forno, se rideva, facevi due passi indietro. E se ti beccava a guardargli i denti erano dolori.
Poi un giorno benedetto, senza dire niente a nessuno, era partito.
Se chiedevi al Teschio dov'era andato suo fratello rispondeva: "Al Nord. A lavorare.
Questo ci bastava e ci avanzava.
Ora invece era rispuntato come un'erbaccia velenosa. Sulla sua 127 color merda sciolta. E scendeva giù dalla casa abbandonata.
Ce l'aveva messo lui il bambino nel buco. Ecco chi ce l'aveva messo.
Infine pensate al film come film simbolico e non realistico così come lo ha voluto il produttore e indicate delle scene in cui, secondo voi, il film è simbolico.
Insomma fatevi sentire, scrivete, commentate, criticate.
Questo blog è vostro!
Salve professore , io non ho riscontrato grandi problemi di comprensione durante la lezione, anzi, sono riuscito a capire ancora meglio delle parti del film che inizialmente non avevo compreso grazie alle spiegazioni dei significati di ciò che le varie inquadrature vogliono comunicare .. L'unica cosa che non ho bene capito è perchè definisce Ammaniti un leghista.
RispondiEliminaFrancesco Boccacci
Ciao Francesco.
RispondiEliminaSicuramente lo definisco così per provocazione. E' un'esagerazione, dalla quale si dovrebbe capire che il romanzo per alcune sue caratteristiche, di struttura narrativa e di contenuto non mi è piaciuto e quindi non mi piacciono né l'autore implicito né l'autore concreto (almeno così come lo possiamo conoscere dalle interviste contenute negli "extra" del dvd).
Quindi quell'aggettivo andrebbe messo tra virgolette, per capire l'uso improprio, esagerato e ironico che ne faccio.
Quel che non mi piace del romanzo che trovo irrisolto da un punto di vista narrativo è l'ambiguità lessicale del narratore, il fatto cioè che a tratti usa parole ingenue e semplici, di un bambino, e la frase dopo usa parole o fa considerazioni che non sono certo di un bambino (come l'esempio che vi ho fatto leggere in classe di barbara paragonata a una scrofa).
Mi sembra che Ammaniti usi tutti i luoghi comuni del caso, la crudeltà dei bambini, la prepotenza dei maschi sulle femmine, l'ignoranza dei bambini del sud, etc.
Come un leghista, cioè uno del nord che odia il centro e il sud dove trova tutti i mali del paese, Ammaniti mi sembra che descriva il sud con questo punto di vista, di qui la mi constatazione "disinvolta".
Buonasera professore,
RispondiEliminaSono d’accordo con Francesco le sue spiegazioni sono state molto chiare.
Riguardo i luoghi comuni, dei quali il film è ricco, a mio parere contribuiscono a far sembrare il pensiero di Ammaniti “leghista”... Ma nel libro è sottolineata la differenza economica tra gli abitanti del paese e Salvatore e la sua famiglia. Mi è rimasto difficile comprendere il desiderio del produttore di creare un film simbolico che, eccetto qualche esagerazione, a me è parso realistico.
Federica Murtas
Bene, lunedì partiremo proprio da lì!
RispondiEliminaSalve prof! Devo ammettere che queste lezioni rendono molto più interessanti la lettura grazie al fatto che ci aiuta a capire i vari significati che ci da il film e le differenze che ci sono.. Nella scena che ci ha messo nel blog personalmente non me la immaginavo così pensavo ad un comportamento di Michele ancora più spaventato forse perchè nel libro il periodo in cui viene narrata la scena ci sono più parole che descrivono dettagliatamente la scena. Per quanto riguarda il suo parere su Ammaniti non la penso proprio come lei, penso che Ammaniti abbia forse esagerato sui vari cambiamenti di vocaboli da bambino ad adulto, ma forse vuole anche far capire i problemi che c'erano al tempo e che in certi casi ci sono tuttora.
RispondiEliminaMi ha colpito la scena in cui Michele capisce che la pentola che ha trovato nella casa abbandonata sia probabilmente la sua tanto che poi quando torna a casa va subito a controllare, questa scena simboleggia secondo me il fatto che i ragazzi adolescenti nord centro sud siano più intelligenti o intuitivi di quanto si pensi, perchè come lei ha scritto nel commento spesso viene sottolineata l'ignoranza dei bambini del sud, ma in questo caso viene dimostrato tutto il contrario!
Ps: Riguardando i miei appunti non sono certa di aver scritto correttamente quando si ha "voice off" e "voice over" me lo potrebbe riscrivere??
-Martina Mazzuferi-
Sì è vero, nella scena col teschio che canta Parole Parole Michele è più incuriosito o divertito o perplesso che impaurito.
RispondiEliminaPer quanto riguarda il tuo diverso parere su Ammanniti non ho ben capito a cosa ti riferisci quando dici "ma forse vuole anche far capire i problemi che c'erano al tempo e che in certi casi ci sono tuttora". A quali problemi ti riferisci?
La scena della pentola nel film è bellissima perché è tutta visiva. Michele vede la pentola nel capanno la riconosce come uguale alla sua, cerca quella che sa di avere in casa e quando non la trova capisce che si tratti della stessa. Il libro deve invece per forza esplicitare il discorso non potendo utilizzare le immagini come un film.
Voice Off e Voice Over sono due tipi di "voce fuori campo". In italiano usiamo lo stesso termine per due cose diverse e distinte e cioè:
voce fuori campo(Voice Off) quando sentiamo la voce di un personaggio del film che, pur essendo presente nella scena, in quel momento non è inquadrato: (esempio: primo piano di un ragazzo che sta leggendo un fumetto e la madre, dalla stanza accanto lo chiama chiedendogli se stia facendo i compiti...),
Ti può aiutare a ricordarti cosa significa Voice Off pensando a Off che significa "di fuori", voce di fuori, fuori dall'inquadratura (ma ancora nella scena).
voce fuori capo (voice Over) quando la voce non appartiene a uno dei personaggi del film, è cioè extradiegetica, e la sentiamo solo noi spettatori. Una voce di commento, che racconta, fa considerazioni (per usare lo stesso esempio di prima, vediamo lo stesso ragazzo leggere lo stesso fumetto mentre la voce del commentatore dice che se la mamma avesse saputo che invece di fare i compiti stesse leggendo uh fumetto si sarebbe arrabbiata). ti ricordi il significato pensando alla parola Over che vuol dire sopra, cioè sopra l'inquadratura, quindi di commento, extradiegetica.
Spero di essere stato chiaro. Se non lo sono stato dimmelo senza problemi.
I vari problemi del sud come lei prima citava la crudeltà dei bambini, la prepotenza dei maschi sulle femmine, l'ignoranza dei bambini ecc.. che secondo me adesso si diffusi un po' ovunque.. Non so se mi sono spiega :)
RispondiEliminaComunque per quanto riguarda Voice off e Voice over è stato chiarissimo grazie ancora!
Martina Mazzuferi
Salve professore , la lezione è stata molto interessante . Sono daccordo con ciò che hanno detto Federica,Francesco e Martina . La scena che mi ha piu divertito è stata quella mentre il fratello del teschio ballava e cantava " Parole, parole", è una scena molto ironica e sopratutto è divertente guardare la faccia di Michele mentre cerca di capire cosa sta facendo :) L unica cosa che non mi è ancora chiara è il perchè Ammaniti attribuisce in certi casi un linguaggio adulto al personaggio di Michele. La ringrazio anticipatamente :) EMANUELE IZZI
RispondiEliminaSalve Professore !
RispondiEliminaAnchio concordo pienamente con gli altri ragazzi sul fatto dei luoghi comuni, che sono molto presenti all'interno del film, e che lo rendono interessante. Una cosa che non ho capito è perchè ha attribuito ad Ammaniti del "leghista". Io mi sono fatto un'idea sulle tematiche del film, che secondo me sono: 1- amicizia tra coetani; 2- giustizia e crimine; 3-mancanza del lavoro al sud che favorisce la delinquenza; 4- il potere del denaro che giustifica e oscura ogni azione, anche le piu crude; 5- il coraggio e la richezza dei valori del piccolo Michele. ( su questo, per favore, vorrei avere una conferma )... il film come il romanzo mi ha colpito molto per l'attualità degli eventi ( anche se il regista ci dice che non volevano fare un film realistico ), per la capacità del l'autore/regista nel mettere in risalto le emozioni di ogni personaggio, grazie anche alle inquadrature oggettive e soggettive...
Alessio Bonamici.
Salve!
RispondiEliminaIo vedendo le locandine ho riscontrato delle differenze tra la rappresentazione italiana e quella spagnola: in quella italiana vediamo Michele mentre si affaccia nel buco per vedere se c'è qualcuno,mentre nella locandine spagnola vediamo Michele in due rappresentazioni
1-nella prima rappresentazione lo vediamo sdraiato sulla Scassona
2-la seconda immagine abbiamo lui con i suoi occchi impauriti
Secondo me ci sono differenze perchè la locandina spagnola è una immagine di come ci vedono nel mondo,e secondo me loro ci vedono come un popolo nullafacente che non fanno altro che oziare e ci vedono anche come delle persone che,anche se hanno paura non agiscono.
Riguardo le tematiche io sono daccordo con Alessio,e poi sono daccordo anche con Martina,perchè dopo la sua spegazione ho capito meglio sia il film che il libro.
L'unica cosa dubbia che mi rimane,è il suo discorso sui clichè/stereotopi e luoghi comuni.
Infine io non credo (essendo originario del Sud) che nel film ci siano scene a sfondo leghista.
-Gianluca Carchia-
Salve professore.
RispondiEliminaLeggendo quello che ha scritto sopra ho provato a pensare al film come simbolico anzichè realistico e devo ammettere che non è stato facile. Personalmente tutta la faccenda del rapimento e del riscatto mi hanno fatto pensare ad alcuni avvenimenti che si sono svolti abbastanza recentemente e questo mi porta ancora di piu ad una visione realistica. Sia il libro che il film sono stati molto interessanti e dopo le sue spiegazioni sono riuscita a cogliere più particolari come per esempio il cambio di vocabolario tra Michele bambino e Michele adulto che all'inizio non avevo notato. Le volevo chiedere la differenza tra durata del racconto e durata della storia dato che continuo a fare confusione. Grazie in anticipo.
Ginevra Merluzzi
@Emanuele. La scena del teschio non è solo ironica... Perché Piange? Perché fa le flessioni? Perché si sfoga con quella canzone? da cosa cerca di evadere?
RispondiEliminaMi chiedi perchè Ammaniti attribuisce in certi casi un linguaggio adulto al personaggio di Michele. Secondo me per imperizia. per incapacità di sfruttare bene questo doppio punto di vista che il narratore adulto gli dà: quello appunto dell'adulto e quello del bambino. Magari per qualcuno questa è una cifra stilistica narrativa per me non lo è...
salve professore!
RispondiEliminaanche io ho trovato la sua lezione molto interessante. Per prima cosa ho capito molto bene i tipi di inquadratura del film,cosa che prima non avevo neanche notato,e ho compreso molto meglio anche il contrasto che lei ci ha spiegato tra "il Michele adulto" ed " il Michele bambino".
La sua spiegazione è stata molto chiara e approfondita solo che non o ben capito cosa sta a significare nella scena del teschio il fatto di fare le flessioni e di sfogarsi con la canzone "parola,parole".
grazie. Alessio Di Serafino
-FLAVIO SEBASTIANELLI-
RispondiEliminaSalve professare, ho riflettuto molto sugli aspetti del film/romanzo che abbiamo tratto in classe, che a mio parere sono molto chiari, e ho tratto alcune conclusioni:
Credo che l'autore, dicendo che non voleva un film realistico, ha fatto sottointendere, che non voleva metetre in evidanza i problemi riguardanti i rapimenti di bambini, ma piuttosto l'atteggiamento che un bambino adotta di fronte al nuovo e all'inaspetato. Non è facile, anche se in parte incosciamente, nascondere un fatto così strano, e non è così facile cpacitarsi sul fatto che le persone a te più care sono le responsabili. Oltre a questo credo come lei che molti attegiamenti sono resi a dir poco in maniera esagerata, anche se gurdando il film e leggendo il libro, con tutto che sono il primo a dire chela parte sud dell'italia sta passando momenti critici (soprattutto per la mafia)non si nota così tanto l'atteggiamento come dice lei "leghista" ma che è dopo tutto l'atteggiamento dell'80% dei "centro-nord". Saluti... Flavio
-RESOCONTO DELAL CLASSE AVUTOSI IL 6/4-
RispondiEliminaSono emersi alcuni quesiti che la classe vorrebbe risolvere lunedì:
- Differenze narrative film/romanzo.
- La visione "leghista" di 'Paesano secondo lei.
- Accanimento verso le donne
- Le inquadrature... "fuori campo ecc."
- La differenza Tempo Storia/ Tempo Racconto
@ Alessio
RispondiEliminaio direi che i luoghi comuni sono più del romanzo che del film...
Per le mie ragioni di Ammaniti "Leghista" leggiti la risposta che ho dato a Francesco.
Tra i temi del film individui
1- amicizia tra coetani;
direi che è il tema centrale del film, il cui film è un continuo simbolo.
2- giustizia e crimine;
sicuramente anche se manca in Michele una consapevolezza della crudeltà e dell'illegalità estrema di quanto sta facendo il padre e la madre e gli altri complici
3-mancanza del lavoro al sud che favorisce la delinquenza;
Questa lettura è troppo ideologica per i mie gusti e non credo che il film la autorizzi. E, a ben vedere, nemmeno il libro. Casomai l'opposizione è tra adulti cattivi e bambini buoni
4- il potere del denaro che giustifica e oscura ogni azione, anche le piu crude;
questo è vero sicuramente per tutti, anche per i bambini. Ma con i soldi Michele compra il pane (mentre nel romanzo compra delle merendine...)
5- il coraggio e la richezza dei valori del piccolo Michele. ( su questo, per favore, vorrei avere una conferma )...
Sì, certamente, hai ragione. pensa al finale del film...
domani ripartiamo proprio da là!
Salve professore io purtroppo non ero presente alla sua lezione e percio' non ho gli appunti.Ho letto il libro e ho visto il film e secondo me Ammaniti ci mette nei panni di un bambino che si trova davanti a qualcosa piu' grande di lui.Infatti all' inizio del libro dopo aver trovato Filippo michele non fa altro che provare ad immaginare il motivo per cui quel bambino si trovi li' percio' ci fa vedere come lui provi a gestire un caso del genere con semplicita' inconsapevolmente.inoltre lui vuole mettere in evidenza la malavita che spesso regna nei luoghi piu' poveri e come spesso questi rapimenti vanno a finire ovvero con la morte della persona rapita (anche se filippo si salva ).Percio'il libro anche se narra di un episodio non esistito veramente rispecchia molti altri casi di rapimento odierni.Lorenzo Antonetti
RispondiEliminaSalve professore! Grazie alla sua lezione di lunedì sono riuscito a notare vari aspetti del libro che precedentemente mi erano sfuggiti ma ho ancora alcuni problemi nel capire le funzioni dei vari elementi ''cinematografici'' che lei ci ha spiegato come il jump-cut e l'inquadratura ''oggettiva'' e/o ''soggettiva''; per il resto ho compreso tutto... La ringrazio in anticipo
RispondiEliminaJ.Pulickathara.
@ Gianluca
RispondiEliminaTu dici
Secondo me ci sono differenze perchè la locandina spagnola è una immagine di come ci vedono nel mondo,e secondo me loro ci vedono come un popolo nullafacente che non fanno altro che oziare e ci vedono anche come delle persone che,anche se hanno paura non agiscono.
forse calchi un po' troppo ala mano 8cme io con la storia di Ammaniti "leghista")
pensa che le locandine danno un messaggio allo spettatore sul film, un'idea del film cercando di invogliarli a vederlo.
La locandina spagnola sottolinea di più la spensieratezza di Michele (sdraiato sulla scassona) ma la sua fragilità di bambino (gli occhioni sgranati nella seconda immagine) sottintendendo rispetto il titolo del film che anche se Michele non ha paura sempre un bambino è. nella locandina italiana invece c'è più l'immagine di un mistero (Michele che guarda dentro un buco, in una prospettiva strana (siamo noi dentro il buco... E forse noi siamo un po' Filippo. quindi per la nostra salvezza dipendiamo da lui...)
Poi mi chiedi il suo discorso sui clichè/stereotopi e luoghi comuni.
cosa non ti è chiaro? ne parleremo domani...
Infine io non credo (essendo originario del Sud) che nel film ci siano scene a sfondo leghista.
Nel film no, infatti. Io parlavo del romanzo, e anche di questo parleremo domani!
Durante la sua lezione non ho avuto problemi di comprensione, mi è sembrata molto interessante e per niente noiosa!!
RispondiEliminaGuardando "Io non ho paura" per la prima volta mi erano sfuggiti molti messaggi nascosti e secondari che invece lei mi ha fatto notare, come i vari modi di ripresa che servono a comunicare delle sensazioni.
Sara Palmieri.
Ho trovato molto interessante la parentesi sui luoghi comuni che vengono usati senza neanche farci caso.
Il libro-film non mi ha particolarmente entusiasmata (non è proprio il mio genere), a mio parare la trama è scarna e il modo di rappresentare i personaggi e le situazioni è esageratamente crudo,soprattutto nel libro.
Sara Palmieri
Salve proffesor Paesano! Io della sua lezione mi sono particolarmente soffermato sulla differenza tra favola e storia non capendo molto bene la differenza tra Ts=Tr Ts maggiore di Tr. Per tutto il resto é andata bene e ho capito tutto leggendo anche le risposte che ha messo nei commenti.
RispondiEliminala rigrazio per le sue lezioni
MATTEO PAPASERGIO
Mi ha molto affascinato la storia di questo libro che, come hanno detto molti altri prima di me, rispecchia in vari aspetti alcune situazioni che stanno accadendo in questi giorni...Mentre lo leggevo ho notato che l'autore Niccolò Ammaniti riusciva con l'ausilio di poche parole a ''sommergere'' il lettore con i sentimenti dei vari personaggi, sopratutto quelli del protagonista Michele Amitrano. Durante la lettura mi chiedevo in continuazione cosa avrei fatto io al posto di Michele, se avrei avuto lo stesso suo coraggio, e questo mi fà molto riflettere...
RispondiEliminaJ.Pulickathara
salve professore , mi scusi per avrgli mandato l'email cosi tardi ma ho avuto dei problemi con il computer , io durante la sua lezione ero presente sono riuscito a prendere degli appunti che mi hanno rinfrescato le idee sulla tematica del libro, l'unica cosa che non mi è chiara è la differenza tra voice off e voice over e quando si puo trovare in un racconto.
RispondiEliminaGrazie per la disponibilità.L.Carloni
Salve professore, sono daccordo su quello che dice federica riguardo al fatto che mi è sembrato molto un film realistico pure se non voleva esserlo. grazie anche ai sui chiarimenti su alcune definizioni sono riuscita a capire i miei appunti.. mi è rimasto però ancora un dubbio sulla Cornice narrativa se può gentilmente rispiegarmela brevemente,la ringrazio
RispondiElimina-Carlotta Di Puppo
@ Flavio
RispondiEliminaNon è l'autore del romanzo ma il produttore del film (il produttore, non il regista) che non voleva fare un film realistico.
Per il resto il film è meno realistico e più simbolico anche per la mancanza rispetto al romanzo dei tanti dettagli "organici" (la cacca, le escoriazioni, le ferite, il sangue, etc.). Molto bello quello che dici sulle reazioni di Michele nei confronti di una situazione così fuori dalla norma. chissà cosa avremmo fatto noi al posto suo...
RESOCONTO DELAL CLASSE AVUTOSI IL 6/4-
RispondiEliminaSono emersi alcuni quesiti che la classe vorrebbe risolvere lunedì:
- Differenze narrative film/romanzo.
- La visione "leghista" di 'Paesano secondo lei.
- Accanimento verso le donne
- Le inquadrature... "fuori campo ecc."
- La differenza Tempo Storia/ Tempo Racconto
va bene ripartiamo da qui
@ Lorenzo
RispondiEliminaSalve professore io purtroppo non ero presente alla sua lezione e percio' non ho gli appunti.
Avresti dovuto prendere gli appunti dei tuoi compagni, leggerli e poi chiedere a me quel che non capivi...
Ho letto il libro e ho visto il film e secondo me Ammaniti ci mette nei panni di un bambino che si trova davanti a qualcosa piu' grande di lui.Infatti all' inizio del libro dopo aver trovato Filippo michele non fa altro che provare ad immaginare il motivo per cui quel bambino si trovi li' percio' ci fa vedere come lui provi a gestire un caso del genere con semplicita' inconsapevolmente.inoltre lui vuole mettere in evidenza la malavita che spesso regna nei luoghi piu' poveri e come spesso questi rapimenti vanno a finire ovvero con la morte della persona rapita (anche se filippo si salva ).Percio'il libro anche se narra di un episodio non esistito veramente rispecchia molti altri casi di rapimento odierni. Molto vero. per questo il film si distanzia dal realismo del romanzo e sceglie di raccontare la storia con uno stile "simbolico".
Domani vedremo come.
@ J.Pulickathara.
RispondiEliminaAbbiamo un esempio di jump-cut quando Michele vede per la prima volta il piede di Filippo. la macchina da prese si avvicina al piede. Ma il regista invece di mostrarci questo avvicinamento monta in successione tre inquadrature ognuna delle quali più ravvicinata al piede della precedente. Il risultato è di vedere tre inquadrature de piede sempre più vicine come se ci venissero incontro sottolineando come quell'elemento si sia imposto all'attenzione di Michele.
Quelle tre immagini del piede infatti sono anche delle "soggettive" cioè delle inquadrature che ci mostrano il punto di vista (=quello che lui vede) di Michele di uno dei personaggi del film. Le inquadrature invece che non sono soggettive, che non mostrano cioè il punto di vita di nessun personaggio sono dette "oggettive"
@ L.Carlon
RispondiEliminaLa differenza tra "Voice off" e "Voice over" l'ho già spiegata qualche commento fa. La si trova nei film e non nei romanzi essendo una caratteristica del "racconto per immagini e suoni" che noi chiamiamo film.
@ Carlotta Di Puppo
RispondiEliminaLa cornice narrativa è il contesto di riferimento nel quale prendono significato i dettagli di un racconto o di un film. domani ti farò degli esempi più concreti...
salve professore , mi scusi per avrgli mandato l'email in ritardo. Riguardo al film rispetto al suo commento su Ammaniti quando l'ha definito "leghista" in parte lo condivido ma forse i suoi esagerati riferimenti ai luoghi comuni ( come le differenze tra nord e suD) danno alla cornice narrativa un tono più drammatico in cui inserire la vicenda del rapimento di Filippo.Riileggendo gli appunti non sono ancora riuscita bene a capire come ha già detto il mio compagno la relazione tra tempo della storia(Ts) e del racconto(Tr).Grazie e scusi ancora il ritardo.
RispondiElimina-Claudia Del Monte-
@ Matteo Papasergio e Claudia del Monte
RispondiEliminaAllora Tempo della storia, la durata complessiva di quanto viene raccontato, comprese le ellissi e i tempi morti: nel nostro caso i vari giorni in cui Michele dà da mangiare a Filippo (ma anche i fatti successi prima, come le penitenze di Barbara e le gare...)
tempo del racconto
la durata del racconto di questa storia, ellissi escluse, senza le pause e i tempi morti: nel caso del film 108 minuti contro i vari giorni che dura la storia.
Quindi possiamo dire che normalmente Ts > Tr = ci sono ellissi
Ts=Tr quando non ci sono ellissi, per esempio durante i dialoghi (se tagli i dialoghi te ne accorgi...)
ts< Tr quando un momento che nella storia dura poco nel racconto dura tanto esempio una scena al rallentatore...
Il resto domani!
buongiorno professor paesano
RispondiEliminanon ho ancora capito la distinzione tra stereotipo o luogo comune me la puo rispiegare ?? grazie in anticipo
MATTEO PAPASERGIO
salve professore ho letto ora il messaggio con qui mi ha risposto.le volevo dire che ora ho recuperato gli appunti soprattutto quelli che riguardano i termini cunematografici (vvoice off voice on ecc...).L' unica cosa che nn ho capito è che cosa intende con luoghi comuni cosa si intende con il termine extra diegetiche.la ringrazio in anticipo-lorenzo antonetti-
RispondiElimina@ Matteo
RispondiEliminaPer luogo comune o stereotipo (che sono sinonimi) si intende una idea o una descrizione o una qualità attribuita a qualcuno o a qualcosa che è basata su un pregiudizio e o una generalizzazione. Dunque qualcosa di non vero, di discutibile.
Esempio: le donne guidano male l'automobile.
Gli uomini sono portati per le materie scientifiche le donne per quelle umanistiche
Sono dei pregiudizi che crediamo, spacciamo per verità.
Quali luoghi comuni ci sono nel romanzo secondo te?
Per extra diche egetico invece si intende un elemento della narrazione che è esterno alla diegesi, cioè al mondo narrativo in cui è ambientato il racconto.
Una musica di commento (cioè che sentiamo solo noi spettatori ma nn i personaggi del film) è una musica diegetica. Una voice over è extradiegetica. Per contro una musica di scena (che sentono anche i personaggi di un film) è diegetica così come lo è una voice off.
ho usato le due "voice" senza definirle perchè mi hai detto di averle studiate... se non ti sono chiare le ho già spiegate nei commenti precedenti.
Ecco il capitolo finale di io non ho paura che ci ha dato come compito per casa:
RispondiEliminaIo non ho paura
Aprii gli occhi e mi ritrovai in una camera bianca e fredda, ero indolenzito e stanco, a mala pena riuscivo a tenere gli occhi aperti. Ero sdraiato in un letto scomodo e avevo le gambe fasciate. Dopo qualche secondo la porta si aprì ed entrarono due donne. La prima era bionda sulla trentina, era vestita di bianco e aveva un fascicolo tra le mani, la seconda era più anziana, era vestita formalmente con una giacca nera. In quel momento mi ricordai tutto quello che era successo, di papà, Filippo, la mamma, sentii un nodo in gola e cominciai a piangere, non volevo pensare al futuro, a quello che ci sarebbe accaduto,ma era inevitabile . La mora mi si avvicinò e mi asciugò le lacrime con una faccia impietosita e si presentò- Ciao Michele, io sono Elena Miletti, sono qui per aiutarti.- In quel momento pensai a Maria, dove si trovava?, con chi?, - Dove sta mia sorella?- Chiesi. - Tua sorella sta bene, non preoccuparti- Mi rispose. Ma come facevo a non preoccuparmi?! – E i mie genitori dove sono?- Le due donne si guardarono poi Elena mi rispose- Mi dispiace molto Michele ma… i tuo genitori sono stati arrestati, domani si terrà il loro processo per stabilire se sono colpevoli o no delle accuse che gli sono state fatte, insieme a loro saranno processati anche a tutti gli abitanti di Acqua Traverse.- Lo sapevo, non saremmo mai più stati una famiglia, mai più. Non ero stupito, ma rassegnato al fatto che la mia vita non sarebbe più stata la stessa, e anche le vite di Maria, Barbara, il Teschio e tutti gli altri sarebbero cambiate. Mi girava la testa, cominciavo a vedere delle chiazza nere, ma dovevo farmi forza, dovevo sapere come stava Filippo, se era tornato da sua madre. – Sta bene?- Le domandai, la sentivo farfugliare qualcosa all’altra, ma non capivo. -Come sta Filippo?!-Le ridomandai stufo. –Filippo sta benissimo, e tutto grazie a te! Ma adesso riposa che è tardi, penseremo a tutto domani.- Così dicendo andò via e chiuse la porta. Ero di nuovo solo, ma come facevo a dormire dovevo sapere che cosa stava succedendo ai miei famigliari e amici! Accesi la tv e trovai le risposte a tutte le mie domande.
Sara Palmieri