ALESSANDRO PAESANO BLOG

Il blog dedicato alle vostre lezioni di cinema


lunedì 21 febbraio 2011

III A e III G cinema e medioevo

Allora, intanto postatemi appena potete un riassunto della lezione di oggi, con osservazioni, dubbi e critiche. La classe che non l'ha fatto psoti anche il riassunto del aprima lezione.

Poi postatemi la composizione dei gruppi (4 per classe) e non fatevi scrupoli a chiedermi aiuto per l'esercizio che dovete fare a casa.

Vi ricordo che dovete scegliere un film (telefilm, disegno animato, videoclip, etc.) di ambientazione storica (non necessariamente il medioevo) e farne la lettura critica sulla falsariga di quella fatta in classe.

Naturalmente scegliete una scena che sia ricca di spunti critici (ci sono cliché o luoghi comuni? Come viene usato il passato? serve a cosa? Cosa vuole dirci il regista?).

Mi raccomando venite con la sequenza giù "pronta" così da non perdere tempo avete 20 minuti a gruppo (siete 4 gruppi...).

Ci vediamo tra due giovedì ma...

Let's stay tuned!!!

TG II E: Tocca a voi!

aDESSO TOCCA A VOI

Dovete postarmi l'elenco dei quattro gruppi, ognuno dei quali dovrà analizzare la stessa notizia data da due diversi tg.

Per fare questo dovrete:

1) registrare il tg per intero (scaricarlo dalla rete? Se non ci riuscite chiedetemi aiuto)
1) bis Analizzare il sommario e cofnrontarlo tra i due tg: quali sono le differenze? Quali i diversi criteri di AGENDA?

2) scegliere la notizia che secondo vuoi è suscettibile di analisi (non conta l'importanza della notizia, conta la possibilità di essere analizzata)

3) confrontate i due servizi sulla stessa notizia così come sono stati dati dai due tg.

Se avete dubbi contattatemi e chiedete.
Oltre all'elenco dei gruppi indicate anche i tg che avete scelto di confrontare.

Intanto, chi vuole, se vuole, può tornare qui a riprendere i discorsi fatti in classe a proposito dei due servizi del tg3 sulla legge 194 e sui pacs.

Visto che questo blog è letto anche da altre classi magari sarebbe il caso faceste un riassunto di quanto detto in classe. Una sorta di esercizio giornalistico riportate come fosse un articolo di giornale quel che è successo in classe. Poi potrete aggiungere commenti e osservazioni.

Buon lavoro!

domenica 20 febbraio 2011

La prima cosa bella di Paolo Virzì

Regia: Paolo Virzì; Sceneggiatura: Francesco Piccolo, Paolo Virzì, Francesco Bruni Montaggio: Simone Manetti
Fotografia: Nicola Pecorini
Interpreti:
Stefania Sandrelli, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Claudia Pandolfi, Marco Messeri; Musiche: Carlo Virzì; Produzione: Medusa Film, Indiana Production Company, Motorino Amaranto; Distribuzione: Medusa film.

uscito il 15 gennaio 2010 in 440 copie





Il film è stato da più parti paragonato ai film alla commedia all'italiana, impropriamente e senza fare le debite proporzioni.

Di seguito alcune recensioni sulle quali mi piacerebbe confrontarmi con voi.
Mi raccomando leggetele solamente dopo aver visto il film altrimenti ve lo rovinate.
Ci vediamo Lunedì 28.

Cominciamo da una PESSIMA recensione di Francesco Rigatelli, sul sito del sole 24ore (sic!) che scrive:

Che un film piaccia o no è quasi irrilevante. Importa quel tanto per cui passi più o meno bene due ore, influisce insomma sul divertimento. Ma quel che conta di un film è com’è fatto, quale estetica propone e se, attraverso inquadrature, montature,

MONTATURE?!?!!? Non si dirà montaggio?

e tutto ciò che in una parola si può definire movimento, riesce a dar vita ad una sceneggiatura,

non è il film a dare vita a una sceneggiatura, bensì il contrario...

che per essere valida deve raccontare qualcosa di più del nostro o di altri tempi. Ecco, spazio e tempo, questi sono i valori rilevanti di un film. E si va al cinema per sapere cosa succede, quali pensieri e su quali storie lavorano i registi, anche come le presentano. Poi se il film piace e diverte bene, ma non è il primo significato da ricercare sul grande schermo. L'etica dell'andare al cinema è scoprire i racconti che si fanno del mondo, belli o brutti che siano.

Se la si pensa similmente La prima cosa bella di Paolo Virzì risulta così così.

Bel giudizio critico. Manina semovente, così così.

La storia di questa mamma in fin di vita interpretata per gli ultimi anni magistralmente da Stefania Sandrelli e in gioventù bene da Micaela Ramazzotti, del suo rapporto col figlio asociale Valerio Mastandrea e con la figlia Claudia Pandolfi; questa storia prende certamente. E ci sono ottime trovate registiche, come il primo piano della pallonata

se è un oggetto non si chiama primo piano ma "particolare".

in testa a Mastandrea che dorme al parco dove più o meno si droga, nonostante sia un professore di lettere alla scuola alberghiera. O scene commoventi senza volerlo, come il matrimonio finale in camera da letto. C’è Livorno nei suoi ultimi cinquant’anni. E c’è tanto amore. 

 Anzi, è un film che sostiene implicitamente dentro di sé che le storie più belle sono proprio le storie d’amore, perché quelle racconta sotto al suo titolo.

Eh?

Amore per la mamma, per la famiglia, per il dialogo e per le cose semplici. «Scusi dottore, ci sarebbe un farmaco legale che curi un po’ di scontento, di vuoto interiore?», domanda Mastandrea al medico che segue la madre, il quale gli risponde con l'accento toscano: «Figliolo, hai provato con un bagno al mare?». Altra frase fulminante, quella di Stefania Sandrelli, ormai morente ma instancabilmente allegra, sempre a Mastandrea: «Sei sempre stato così musone, dovresti avere un po’ di fiducia!». 

Il film si allunga e dopo la metà manca di struttura, il sentimento però non si perde. E il sottofondo, la canzone di Nicola di Bari che dà il titolo alla pellicola, intenerisce: «Ho preso la chitarra e suono per te… La senti questa voce, chi canta è il mio cuore, amore amore amore, è quello che so dire ma tu mi capirai… La prima cosa bella che ho avuto dalla vita è il tuo sorriso giovane, sei tu».

Qui trovate un'intervista a Virzi sul film.

Un'altra intervista, al cast, qua

Per chi fosse interessato\a qui c'è il pressbook.

Da entrambe le interviste esce un certo modello di donna che è anacronistico oggi come ieri.
Il peggior difetto del film è l'assoluta mancanza del contesto politico e anche sociale collettivo. Qui ci sono solamente individualità e tutto si risolve nel provato... In barba alla commedia all'italiana, quella vera, che raccontava storie, sì, ma immortalava tendenze antropologiche del paese Italia...


Infine un articolo che dice qualcosa di diverso (per leggerlo cliccate sulla immagine).

Stavolta più che mai aspetto vostri commenti....

giovedì 17 febbraio 2011

Il neorealismo per la VG del Malpighi

Ciao! riposto il tuo commento e le mie osservazioni qui così non devo spezzare lo scritto in più parti.

ciao alessandro, premetto che avrei voluto postare prima ma un pò per motivi di tempo e un pò per la connessione mi sono ridotta ad oggi...
Comunque vorrei intanto cominciare col riassunto della lezione: intanto possiamo delineare il periodo del Neorealismo che va circa dal 1942 con "ossessione" di Visconti e "4 passi tra le nuvole" di Blasetti,

Il film di Blasetti rimane un film fascista nel quale si possono ravvisare dei prodromi di neorealismo.

al 1953 con "Umberto D" di De Sica e Zavattini. Abbiamo però cominciato il nostro discorso parlando di Naturalismo francese, Verismo italiano e il gruppo degli scapigliati, facendo riferimento alla corrente filosofica positivista dell'epoca e attingendo al problema delle "vulgate" cioè dei falsi storici. Proprio di Vulgata possiamo parlare riguardo ai punti fondamentali del neorealismo, come le riprese in esterni, gli attori presi dalle strade

si dice presi dalla strada

e le riprese non pulite (non che non fossero elementi caratterizzanti, ma non sono "innovativi") Abbiamo infatti visto il primo (e unico pezzo) del film Rotaie, che se non sbaglio non è un film neorealista perché del 1929 (quando c'è l'avvento del sonoro in Italia anche se il film in questione è un film muto...) ma un film girato durante il periodo del fascismo. Abbiamo infatti riscontrato, come nella scena del treno,l'emersione dell'ideologia fascista con l'indistinzione tra le varie classe sociali,


Non l'indistinzione ma l'integrazione, il reciproco riconsocersi evolersi bene, l'assenza del conflitto tra classi che invece caratterizza l'ideologia comunista (e non solo)


dai medio-borghesi e i contadini che condividono cibo e tempo tra loro e anche la funzione della donna nella società (la ragazza che porta il pranzo all'uomo che esce dalla fabbrica). Abbiamo notato inoltre anche un pò di Verghismo, con l'impossibilità di cambiare la propria posizione sociale in meglio e con il rischio di peggiorarla (l'uomo avrebbe dovuto cedere la propria donna per ripagare dei debiti ma decide di tenerla con se e deve trovar fortuna in una fabbrica). In questo film è anche presente già la ripresa in esterni.

Da qui ci siamo spostato su una riflessione sul fascismo, che ha troncato la strada al Neorealismo


Il fascismo non può troncare la strada al neorealismo perchè il neorealismo prosegue ben oltre il fascismo. Quel che cercavo di evidenziare che alcune idee sulla donna e sull'uomo e sulla società caratterizzanti il fascismo sono sopravvisste al fascismo anche nella Repubblica...


che aveva posto una "nuova strada" rimanendo con un governo di fatto fascista che ha lasciato le cose relativamente uguali.

Il govenro repubblicano per alcuni versi è rimasto fascista, ma non nella sua organizzazione di potere...

Dal "cambiare le cose per lasciarle uguali" è emerso un ulteriore dibattito sull'omosessualità ancora ritenuta un tabu nella nostra società,

Aspetta. Come siamo arrivati all'omosessualità?

Vi avevo chiesto se la lettura sull'ideologia sottintesa in un film fosse legittima o se fosse possibile una lettuera oggettiva, non ideologica. Visto soprattutto che oggi, nel berlusconismo che ci accomuna un po' tutti, essere critici, profondi, sollevare dubbi o critiche complesse, contro la semplificazione politica corrente, è visto come ideologico, di parte, e dunque parziale, non oggettivo, mentre esiste un modo semplice e oggettivo di vedere le cose.

Ovviamente anche questo modo di vedere è ideologico. detto in altro modo la nostra ideologia influenza sempre il nostro modo di vedere la realtà.

collegato all'argomento dell'aborto, legalizzato per regolarizzare una necessità della società.

L'esmepio che portavo su divorzio e aborto è prorio questo.
Non si tratta di rispodnere a una necessità della società (cioè qualcosa di cui si ha bisogno ma che non c'è) ma l'esatto contrario di regolamentare con una legge un comportamento già presnete nella societò ma privo di una legge che lo regolamenti.

Questa constatazione vale per tre leggi di grande impatto sociale come divorzio aborto e matrimoni tra perosne dello stesso sesso ed è solamente per questo che ne parlavamo.


Ci siamo chiesti perché anche l'omosessualità non potesse esser "regolata" come avvenuto in Spagna e da qui sono emersi diversi punti di vista: da chi considera l'omosessualità e soprattutto l'adozione inaccettabile perché contro la "famiglia canonica" a chi si è posto in modo più moderato, relativizzanto il fatto che una famiglia sia veramente tale solo se composta da un parde e una madre, ma soffermandosi sul fatto che ci sia una qualche figura di riferimento che consenta la buona crescita del bambino. L'altro problema era l'integrazione di tale bambino in una società evidentemente ancora non pronta per un tale cambiamento...

Qualunque sia le idee che onguno puiò avere su questi argomenti, una posizioen democratica deve essere giocoforza la più possibilista, partendo dalala constatazione che una legge che vieti costringe delle perosne una legge che permetta aumenta i diritti senza ledere quelli di chi non vuooe (tranne quello comprensibile ma non democratico di vedere rispecchiare nell'intera societò la propria opinione).
Questo dovrebbe dimsotrare che tutti abbiamo un modo ideologico di vedere le cose e allora non si tratta di sapere chi ha ragione o chi troto si tratta di trovare la legge che funzioni meglio in una società democratica.


Per quanto mi riguarda, concordo sul lasciare libere le coppie omosessuali per l'adozione, utilizzando gli stessi criteri che si usano per le coppie "normali" : buon lavoro e buona capacità per mantenere il bambino e assicurargli una buona vita. Sulla normalità delle coppie non discuto, perché se effettivamente tra uomo e uomo o donna e donna non può nascere la vita, è anche vero che l'importanza di una famiglia è nell'essere sempre presente nei bisogni di tutti i suoi componenti e non quella di "essere normale" (esistono tante "famiglie normali" che cadono a pezzi...)
L'omosessualità è solo un fatto di amore e attrazione e nessuno può decidere per conto di altri, anzi il problema è la violenza che le coppie devono ingiustamente subire (tutti gli attacchi recenti a Roma e non).
credo che sia necessaria una forte sensibilizzazione della società e sopratutto che la gente impari a non metter sempre bocca su cose che non conosce... Più che altro, punto su cui abbiamo insistito, è stato l'importanza di non porsi come colui che "vieta", perché obbligare qualcuno a fare ciò che pensiamo è sbagliato, ma solo ad avere una propria opinione personale che non ostacoli la libertà degli altri (diventa pericoloso quando le ideologie o le idee delle persone che fanno le leggi interferiscono con la produzione delle leggi stesse...)


Mi fa molto paicere leggere qquel che scrivi, al di là dell'issue omosessualitò beninteso. Mi sembra una regola generale valida per qualunque argomento


Cooomunque tornando al neorealismo... Della scena del film "uomini che mascalzoni" di Camerini con De Sica intanto possiamo notare la solita ambientazione esterna (che suscitò grande stupore) con la ripresa "sporca".Non me ne intendo di critica cinematografica ma mi ha colpito la parte in cui Bruno chiede a Mariuccia di sopsarla e allude al fatto che così lei smetterà di lavorare in profumeria e si dedicherà solo alla casa ("come fa la brava moglie", aggiungerei), quindi riemerge sempre l'ideologia fascista sottolineata anche della battuta del padre al bar "bisogna lavorare"... Probabilmente in questi due pezzi ho visto più di quanto effettivamente stavi chiedendo, ma sono le uniche due cose che mi hanno colpita...

No è esattamente quel che vi volevo far notare. Con una precisazione che farò domani in classe.

Per quanto riguarda "commedia dei telefoni bianchi", il film è una chiara parodia del "vecchio modo" di far cinema, con ricostruzioni di ambienti negli studi e gli attori "di prima scelta" come la protagonista che si lamenta del suo principe. C'è il riferimento ai Telefoni bianchi, simbolo di benessere sociale di un'Italia fascista diventata una gran potenza che non si stava accorgendo della decadenza che la circondava nel resto d?europa e che presto l'avrebbe raggiunta...[ http://www.italica.rai.it/cinema/schede/telefoni6.htm ] su questa sequenza totneremo domani

Per ora mi fermo qui, dopo posterò l'ultima analisi del film 4 passi tra le nuvole, sperando di riuscire a trarre quello che cerchi, visto che l'argomento mi risulta tutt'ora un pò fumoso... :) (scusa se mi sono un pò dilungata e se ho spezzato i commenti ma non entrava tutto XD)

Hai ragione, lo è.
Non ti sei dilungata affatto. Azni garzie e complimenti per la precisione delle tue osservazioni.
Grazie, e a domani!


Allora, eccovi le scene da film che non abbiamo visto al primo incontro mentre avremmo dovuto...

Ripariamo dalla sequenza tratta dal film Rotaie (Italia, 1929) di Mario Camerini. Cosa abbiamo detto su questa sequenza? Chi vuole riassumerlo?


Perché ve l'ho mostrata? cosa c'entra col neorealismo?


Seconda sequenza tratta da un altro film del periodo fascista, sempre di Mario Camerini: Gli uomini che mascalzoni (Italia, 1932).

Il tassista che vedete è il padre della ragazza. Il giovane De Sica è il corteggiatore della ragazza.

Cosa prossima dire su questa sequenza rispetto la vulgata sul neorealismo? E come scena di per sé?



ed ecco invece un esempio di comedia dei telefoni bianchi. Dora Nelson (Italia, 1939) di Mario Soldati



Adesso invece quattro sequenze dal film Quattro passi fra le nuvole (Italia, 1942)  di Alessandro Blasetti film considerato un antecedente del neorealismo.


Vi propopngo 4 scene. Quella d'apertura.


Una scena sul treno

e poi una scena prima del finale nella quale il protagonista cerca di convincere la famiglia di contadini dalla quale ha accompagnato la ragazza incontrata sul treno, fingendosi suo marito perchè la ragazza è incinta senza marito a tenere la ragazza con loro invece di cacciarla come vorrebbe la morale.

Infine la scena finale....



In che cosa secondo voi il film si distingue dai film fascisti e anticipa il neorealismo?

Ci vediamo in classe giovedì.






MMMMMMMM.
Come mai l'altro giorno in classe avevate tanto da dire e adesso trovo tutto questo silenzio?

Intanto vi posto materiali utili per una riflessione...



Questo invece è un episodio molto recente di Grey's Anatomy...


Aspetto sempre il riassunto...

Ciao ecco il vostro post.
La lezione separata in due dalla discussione sull'omogenitorialità merita particolare attenzione.

Intanto mi piacerebbe leggere un riassunto sulla prima parte quando abbiamo parlato di verismo, naturalismo, positivismo etc.

In che termini si pongono queste correnti col neorealismo?

Rispetto la sequenza che abbiamo visto abbiamo adottato un tipo particolare di lettura. Cosa abbiamo detto sulla sequenza tratta da Rotaie di Camerini?

Quali altre letture possiamo fare (e sono state fatte...)?

Da quale considerazione siamo partiti prima di affrontare il caso concreto dell'omogenitorialità?
Cosa abbiamo detto sull'ideologia e sull'oggettività con cui parliamo?

Intanto scrivete su questi argomenti cercando di essere sintetici ma senza censurarvi e cercando di riportare il vostro punto di vista e anche quello degli altri.

Per le sequenze dei film da vedere dove spettare un paio di giorni! Ci vogliono circa due ore a spezzone per essere caricati... Sabato mattina conto di postare tutto...


Intanto scrivete, ricordate che questo spazio è vostro.

lunedì 14 febbraio 2011

Il medioevo e il cinema III A e III G Malpighi

Ecco il vostro primo post!

Vi ricordo cosa dovete fare PRIMA del prossimo incontro:

1) postare un riassunto (uno per classe) degli appunti presi in classe

2) fare domande osservazioni su quanto non vi è chiaro o su quanto non siete d'accordo.

3) organizzarvi già in gruppi (4 per classe) in modo da fornirmi i nomi per il prossimo incontro

Intanto eccovi i link promessi:

Quello su Compiuta Donzella e la sua poesia

Eco la versione integrale del Mistero buffo dedicata a Ciullo D'alcamo.





 Ecco il link alle versioni cartacee del testo di Fo.
Vi linko sia quello tratto dal Mistero Buffo (che corrisponde al testo del video) sia un altro testo, successivo, nel quale Fo torna sulla poesia e cambia sensibilmente l'interpretazione.
Lo so che sono tante pagine ma se avete tempo leggetele sono spassosissime...

Il tg per la II E Malpighi

Arrivano i vostri riassunti e per comodità, dato che nei commenti c'è un limite massimo di lunghezza e qui in post no,  ripubblico qui i vostri commenti con le mie note aggiuntive...

Cominciamo col commento di Ehsan: in corsivo il suo commento, in tondo le mie risposte:




RIASSUNTO: da quello che ho appuntato ho capito che:


la notizia è una cosa un'informazione che serve a tutti e parla di un avvenimento importante secondo alcune persone,

direi secondo chi fa il tg e secono il pubblico cui chi fa il tg crede segua il tg.



le notizie vengono prese dall'agenzie stampa le quali prendono le notizie dagli uffici stampa i quali hanno circa 100 200 notizie al minuto;

Aspetta. Chiariamo alcuni punti:

Un'agenzia di stampa è un ente giornalistico il cui scopo è fornire notizie ad altri organi di informazione come giornali, riviste, emittenti televisive e radiofoniche.

Le agenzie di stampa possono essere delle aziende che vendono i loro servizi (es. Reuters, Italpress, AGI, Adnkronos) oppure delle cooperative costituite da diversi organi di informazione allo scopo di condividere le informazioni (es. Associated Press).

Sono le agenzie stampa a pubblicare un tot di notizie al minuto non gli uffici stampa.

L'Ufficio Stampa

Tra gli strumenti maggiormente apprezzati della professione rientra l'Ufficio Stampa, l'organo interno / esterno che si occupa di mantenere attive le relazioni con i media. L'Ufficio stampa amministra pertanto le relazioni con i media (a titolo di esempio le testate giornalistiche). La figura principale dell'ufficio stampa è l'addetto stampa.

Oggi il ruolo dell'ufficio stampa non si esaurisce nella gestione dei media tradizionali, ma si rivolge agli infomediari online, ovvero a tutti quegli organi d'informazione digitale che possono produrre un effetto sulla reputazione aziendale. Stefano Calicchio, nel saggio "L'ufficio stampa 2.0" [2] sottolinea l'importanza degli infomediari online per la corretta gestione delle relazioni pubbliche. Con l'avvento del web e degli user generated content, le relazioni pubbliche devono fornire alle aziende degli strumenti partecipativi digitali che permettano d'entrare in conversazione con il proprio pubblico di riferimento. Come ricorda Toni Muzi Falconi, i cosiddetti "Accordi di Stoccolma" hanno inoltre auspicato un passaggio da un sistema di comunicazione e gestione delle RP lineare, inserito nella catena del valore, ad un sistema reticolare, circolare ed a network, in grado di coinvolgere tutte le più importanti funzioni aziendali

L'ufficio stampa è una delle fonti delle agenzie stampa non l'unica.

Fonti dell'informazione

Le principali fonti di informazione sono:
la conoscenza diretta dei fatti,
gli uffici stampa delle agenzie,
i portavoce delle istituzioni pubbliche o private,
Internet, i quotidiani locali, i programmi televisivi e radiofonici.

L'acquisizione diretta delle informazioni presuppone l'aver accertato l'attendibilità della fonte, sia essa un testimone di un fatto o la persona informata su di esso ed è sempre opportuno controllare la posizione del testimone rispetto alla situazione complessiva. L'acquisizione diretta dell'informazione rappresenta oggi una percentuale molto bassa di tutta la raccolta informazioni. Solo i maggiori quotidiani seguono direttamente i fatti, hanno addetti che partecipano a conferenze, convegni, incontri sportivi, processi ecc.

La maggior parte delle informazioni sono di tipo mediato e provengono dalle agenzie di stampa o da Internet.

Le agenzie di stampa: sono agenzie specializzate con propri addetti e uffici di corrispondenza che acquisiscono le informazioni. Ce ne sono di private e pubbliche, per fare qualche nome la Reuter inglese, Adn-kronos in Italia, l’Ansa, l'americana AP ecc. Facendo ricorso alle agenzie di stampa il giornalista dovrà selezionare quello che intende raccontare e verificarne la corrispondenza alla verità. E' buona norma, e segno di rispetto per il lettore, dare a ogni notizia o servizio una paternità, indicando la provenienza della stessa.

Le notizie si trovano anche su Internet, dove le fonti di informazione si sono moltiplicate, sono gratuite e spesso valide.
E’ difficile accertare autorità e affidabilità delle notizie su Internet, ma lo è anche accertarle nella vita reale. Chiunque inoltre può accedere al sito di un'agenzia di stampa e reperire direttamente le notizie.
Siamo di fronte a una giungla di informazioni e l'utente che può reperire tale informazione direttamente è in cerca di un giornale che funga da mediatore, selezioni, interpreti, gerarchizzi i fatti di rilievo.

I quotidiani locali sono spesso fonte di interessanti informazioni e conoscono a volte i fatti prima delle agenzie di informazione.

Anche i programmi televisivi e radiofonici possono essere fonti d’informazioni interessanti. Sia nel caso di quotidiani locali e di notizie attinte da programmi televisivi o radiofonici si deve citare la fonte.

La massa delle notizie che arriva oggi sulla scrivania di una redazione è enorme, e una redazione deve scegliere spesso in fretta senza poter comprendere come si è formata la notizia e senza poterla controllare.

Più chiaro ora?

la notizia potrebbe essere dubitativa giudicativa o deduttiva. 

Non è la notiza ad essere ma il modo in cui viene data.

Ci sono due grandi categorie
criteri in base ai quali le notize sono selezionate, meglio i fatti stessi vengono selezionati per diventare notizia.

Sono due criteri:
la prima è la notiziabilità che ha interesse nazionale e la seconda è l'agenda setting che è una categoria molto importante e rappresena la priorità che diamo alle cose da fare cioè la notizia più importante

La notiziabilità è l'«attitudine di un avvenimento ad essere trasformato in notizia».
È un neologismo (non presente nella maggior parte dei principali vocabolari della lingua italiana) utilizzato in ambito giornalistico per indicare il raggiungimento da parte di un fatto o di un avvenimento dei criteri minimi necessari alla sua pubblicazione o diffusione sotto forma di notizia.
In genere indica i criteri di valutazione per capire se un'informazione è divulgabile e pubblicabile in termini di:

* rilevanza in un dato ambito;
* interesse suscitato nel pubblico.

La notiziabilità può essere raggiunta in base alla sua oggettiva rilevanza storica, sociale, scientifica del fatto,
oppure in base al valore pubblico di una vicenda, ma anche in base all'interesse che suscita nell'opinione pubblica.
Esistono, in ambito giornalistico e divulgativo, metodi consolidati e diffusi per aumentare la percezione di rilevanza di un fatto e per suscitarne l'interesse.
In molti casi si utilizzano gli stessi metodi della pubblicità dei prodotti, essendo la notizia pubblicata o diffusa un prodotto essa stessa.
In altri casi, soprattutto in ambito divulgativo, la notiziabilità viene raggiunta grazie alla cura con cui i fatti o gli avvenimenti vengono esposti e proposti e in base all'enfasi che se ne dà.
Ancora, si aumenta la notiziablità introducendo nella notizia elementi estranei o collaterali al fatto descritto, elementi in grado di aumentarne l'interesse.

L'agenda setting




Ongi tg ha una redazione; di conseguenza ognuno dei redattori ha un proprio modo di vedere il mondo, una propria agenda soggettiva in base alla quale sente la necessità di informarsi e comunicare informazione.
Ogni tg ha un direttore che, a sua volta, impone il suo punto di vista spesso dettato dai riferimenti politici.
Anche in mancanza di agende politiche si giunge comunque ad una distorsione inconsapevole delle notizie pubblicate tramite scelte involontarie conseguenti alla propria condizione (le opinioni personali di cui sopra, la limitatezza di informazione di ciascuno, le convinzioni etiche, l'età, il lavoro svolto, la condizione sociale, ecc…).
Le routine produttive dei tg modificano il modo in cui l'informazione viene selezionata, elaborata, presentata.
Possiamo dividere questo processo in tre fasi,
la raccolta di materiali informativi e le fonti da cui essi provengono,
la selezione delle notizie tramite i criteri di notiziabilità (valori notizia)
e la presentazione delle notizie.
In ogni fase è presente il fenomeno della distorsione inconsapevole. Abbiamo quindi l'azione contemporanea di tre differenti tipi di criteri:

Criteri di notiziabilità

* Grado e livello gerarchico dei soggetti coinvolti
* Impatto sulla nazione e sull'interesse nazionale (o di gruppo)
* Quantità di persone che l'evento coinvolge
* Rilevanza e significatività dell'evento riguardo ad eventuali sviluppi
* Capacità di intrattenimento

Criteri relativi al prodotto

* Brevità
* Novità
* Giungere prima degli altri media
* Qualità della notizia
* Bilanciamento dell'informazione

Criteri relativi al mezzo

* Buon materiale rispetto al mezzo utilizzato
* Eventi o notizie con una storia narrativa completa
* Frequenza dell'evento

Criteri relativi al pubblico

* Identificazione del lettore con l'evento descritto
* Notizie di servizio per il lettore
* Notizie leggère o non-burdering stories

Criteri relativi alla concorrenza

* Scoop
* Meccanismo delle aspettative incrociate.


Nessun tg può fare a meno di stabilire priorità mediando tra le esigenze del proprio pubblico, quelle di eventuali pressioni politiche e le proprie volontà. È proprio la natura del mezzo, destinato a qualcuno e gestito da persone che vivono nel mondo reale, ad impedirlo. Ovviamente le pressioni contrapposte sono molto più forti nei conglomerati mediali di grandi dimensioni rispetto alla piccola rivista o al blog.

Il mondo di internet non fa tuttavia eccezione, semplicemente ciò non si nota perché le dimensioni dei fenomeni sono rapportate alla frantumazione presente sul web.

la notizia può essere presentata come racconto mitico cioè con cose fantasiose come ad esempio quella bambina amava i pelusche...

oppure possono essere presentate come resoconto di avvenimenti.
Nel primo caso lo scopo èintrattenere lo spettatore con un racconto
nel secondo caso infromarlo per fargli creare una opinione personale.

le immagini sono riprese lo dice la parola stessa che un immagine è ripresa dalla telecamera infatti un esempio concreto è di quando nel 1900
fino al 1950 (la tv in Italia inzia nel 1954)
il pallone da calcio era di quoio e di colore grigio visto che non era visibile dalla telecamera poichè le immagini erano in bianco e nero l'immagine ripresa del pallone era di un colore risaltante,un'altra cosa importante è quella dei media cioè che i media non ci vogliono imprimere un'idea in testa ma ci vogliono indirizzare a imprimerla ed a pensarla come loro....

Beh hai detto la stessa cosa.

Quello che abbiamo detto e che deriva dalle consiederazioni fatte dall'agenda setting è che i media non ci dicono direttamente quale pensiero dobbiamo avere su determinati argomenti (come si crede) ci indica però su quali argomenti esprimere la nostra opinione illudendoci così di partecipare democraticamente alla vita del Paese.

con questo ho finito il mio riassunto della giornata del 14 febbraio 2011 (lunedi) EHSAN ABDUL MALIK 2°E

Grazie del tuo riassunto!

* * *

Ciao! Ecco il vostro post. Qui potete scrivere commenti, fare domande e postare il riassunto della lezione fatta oggi.
Approfittatene! Se ci sono cose poco chiare chiedete, criticate, dubitate.
Questo spazio è vostro!

Eccovi come promesso la presentazione power point completa.