ALESSANDRO PAESANO BLOG

Il blog dedicato alle vostre lezioni di cinema


sabato 13 novembre 2010

Hollywood, dalla golden age alla fiction contemporanea: la lezione tenuta a Caselle in Pittari

Ecco il post per voi che avete seguito la mia lezione sul cinema classico di Hollywood. Qui potete fare i vostri commenti, porre le vostre domande, sollevare le vostre critiche. Questo spazio è vostro utilizzatelo!

Cominciamo con un po' di link.

Sullo Studio System
Sul codice Hays

Sui film proposti:

Accadde una notte

Susanna!

Notorious

Casablanca

Indiscreto

Il visone sulla pelle


Ed infine ecco gli spot che vi ho proposto:






A proposito di commenti maschilisti a questi spot leggete quello ceh scrive un blogger nel suo blog sulle automobili cliccando qui

martedì 8 giugno 2010

Per gli studenti e le studentesse del Malpighi

I corsi sono finiti.
La scuola pure.
Se volete rimanere in contatto con me o tra di voi ecco il post adatto!
Qualunque modulo avete seguito, qualsiasi film abbiate visto al cineforum, se volete dire la vostra, chiedere, osservare, insinuare, potete farlo qui!
Non siate timide (timidi)...
SCRIVETE!

Per le alunne e gli alunni della scuola media CHIODI

Ciao ragazze  e ragazzi!
Questo è il post tramite il quale rimanere in contatto. Se avete una domanda, un dubbio, una considerazione che volete condividere con me e tra di voi, il mio blog è a vostra disposizione.
Non siate timide\i! SCRIVETE!!!

giovedì 6 maggio 2010

Anche Libero Va Bene

Ecco lo spazio per aggiungere commenti, ragionamenti, richieste, proteste, proporre letture alternative e, tra le altre cose, pensare a quale film volete vedere il 1 giugno, quando toccherà a voi proporre un film da vedere insieme.
Per il momento scrivete (lasciando un commento, anche di poche righe, teniamoci in contatto...


Intanto se qualcuno vuole riassumere quanto abbiamo detto oggi pomeriggio gliene sarei grato. Per rinforzare la discussione aggiungo due link con due articoli molto diversi tra loro.
qui il primo e qui il secondo.


 



Su internet ho scovato diverse locandine del film. Una italiana, una francese, l'altra francese. Quale preferite? che differenze hanno? Quali idee vi suscitano?
Cosa ne pensate?

DITE LA VOSTRA

venerdì 23 aprile 2010

Almost blue

Ciao bimbe e bimbi.
Vi ricordo cosa dovete fare per venerdì 14.

1) dividetevi in 4 gruppi (e comunicatemi al più presto i componenti)
2) scegliete una scena del film per gruppo (scene diverse per ogni
gruppo e NON le scene già viste in classe)
3) confrontatela con la corrispondente parte del romanzo
fate un'analisi comparata, narrativa e di contenuto

Se avete bisogni di aiuto durante il lavoro non esitate di scrivermi
qui, per mail, o sul blog, come preferite.

Nel frattempo date un'occhiata agli appunti presi (chi lo ha fatto) per
vedere se c'è qualcosa di non chiaro o sulla quale magari volete
aggiungere osservazioni e commenti.

In allegato trovate il romanzo
ditemi se avete difficoltà ad aprire il file.

Ale


Ecco il vostro nuovo post.
Vi ricordo che per venerdì prossimo dovete leggere la prima parte del romanzo. Scrivetemi per avere una copia del romanzo. Potete scrivermi cliccando qui.

Postate anche un riassunto collettivo di quando abbiamo detto oggi. Mi piacerebbe anche leggere qualche commento personale sui cliché , sui luoghi comuni, sul maschilismo e sul sessismo. Tornate su questo post. Troverete  nuovi spunti ogni giorno... (soprattutto se aumentano i vostri commenti...).

domenica 18 aprile 2010

Zabriskie Point


Il film fa riferimenti diretti alla cultura americana, all'arte (la po art) alla musica (i Pink Floyd ma non solo) alla politica (il movimento studentesco americano, il 68), al teatro (L'Open Theatre nella scena nella Death Valley) alla psichedelia (la scena finale), in un film squisitamente cinematografico dove musiche immagini e rumori, oltre ai movimenti di macchina contribuiscono fattivamente alla narrazione.
Un film che può essere facilmente considerato lento ma che, a mio avviso affascina e scatena idee e emozioni dalla prima all'ultima inquadratura.
Una sfida e una scommessa per vedere se lo apprezzerete, se lo capirete, quanto ne decodificherete...
Non vedo l'ora di vedervi!

Intanto, come al solito, se volete, scrivete.

mercoledì 14 aprile 2010

Modulo Malpighi su Almost Blue

Il nostro modulo è stato rimandato di un'altra settimana
Partiamo dunque venerdì 23 Aprile.

Per allora dovete aver letto (di tempo ne avete avuto) la prima parte del romanzo.
Se non avete il libro e volete averne una copia scrivetemi cliccandoqui .

I A e II G ora tocca a voi!

A breve farete il questionario di verifica.


Rivedete tutti gli appunti presi (anche quelli degli altri magari...).
Non vergognatevi a chiedere delucidazioni spiegazioni e aiuto.
Non esistono domande stupide...

Il questionario serve per vedere come ragionate quindi fatelo con
calma e senza fretta.

Sarà composto da domande a risposta multipla e domande a risposta libera. Per le prime scegliete la risposta che vi sembra più giusta (può esserci più di una risposta giusta).
Per le seconde date risposte argomentate, ragionate, non troppo stringate. Mi servono per capire come ragionate e darvi un buon voto...

Buon lavoro e, mi raccomando, scrivete!

lunedì 15 marzo 2010

Il secondo post per la II H. Ora tocca a voi!

Allora. Per la prossima volta dovete fare voi uno spot.
Dovete scriverlo. Poi disegnarlo. Infine girarlo. Tutte e tre queste fasi o solo una di loro...
Gli spot devono riferirsi al maschilismo e al sessismo e possono essere:

1) parodie di pubblicità (esistenti o meno) esagerando per enfatizzare il sessismo.
2) riscrittura di spot (esistenti) in chiave NON sessista (es. provate a immaginare una versione non sessista dello spot della Kinder Paradiso).
3) un incrocio tra i due.
Insomma massima libertà.
Per ogni domanda scrivetemi qui oppure mandatemi una mail cliccando qui.

Ricordatevi di postarmi anche l'elenco dei gruppi. Teniamoci in contatto, non sparite!

Nuove date cineforum


LE NUOVE DATE DEL CINEFORUM


Proiezione film Zabriskie Point LUNEDI' 19 APRILE


Lezione sul film LUNEDI' 26 APRILE


PRENDETE NOTA

Primo Contatto per la I G del Malpighi

Ecco il vostro post. Un timido avamposto per rimanere in contatto fino al prossimo anno quando (forse) lavoreremo davvero insieme...
Quello di stamane  stato un  breve assaggio...
Se qualcuno ha domande osservazioni da fare su quanto detto stamane in classe è libero di scrivere qui il suo parere... Io, per quanto posso, sono  a vostra disposizione.

Intanto chi se la sente di fare un rissunto delle cose dete in classe?

Attendo un vostro segno...

Per tutti/e i/le mie/i studenti/e (studente?!)

Un brutto articolo (non per quel che dice ma per come lo dice).

Stamane, su L'unità

Roma, raid in negozio bengalese: «Erano 15 italiani con i bastoni»

Mohamed Masumia non riesce a trattenere le lacrime quando racconta del raid subito nel suo negozio ieri sera verso le sette a Roma: «Sono entrati in 15 forse 20, volto scoperto e bastone in mano, e hanno iniziato a spaccare tutto. Hanno anche aggredito i clienti del nostro fast food e mio fratello e altri tre sono finiti all’ospedale. C’erano diversi giovanissimi tra i 17 e i 19 anni e qualcuno più grande, sui 30, 35 anni». Il locale distrutto a colpi di bastone in zona Magliana è un Internet Point come tanti altri nella Capitale con un piccolo bar annesso. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, era composto da una quindicina di persone italiane. Il titolare del negozio e i feriti sono adesso ascoltati dai carabinieri della stazione di Villa Bonelli per cercare di capire la matrice del raid. Al momento nessuna ipotesi è prevalente rispetto ad altre anche perché il gruppo che ha effettuato l'assalto non avrebbe detto nulla durante l’aggressione. Mohamed dice di avere avuto sempre buoni rapporti con gli abitanti del quartiere: «L’unica cosa che mi viene in mente è che facciamo attività politica con il Pd, forse è questo che non è andato giù a chi ci ha distrutto tutto...» dice riprendendo a singhiozzare.

Un assalto in piena regola, dunque, con tanto di bastoni che sono serviti a distruggere l'internet point bengalese e ferire quattro persone, tra clienti e dipendenti del locale che si trova nel quartiere Magliana, a Roma. Un raid compiuto da un gruppo di circa 15 italiani che, con i volti coperti da sciarpe, è entrato ed ha colpito tavolini, vetrine e i pochi clienti che si trovavano nel locale che è anche una sorta di fast-food. Clienti anche italiani, tutti feriti lievemente e medicati al pronto soccorso dell'ospedale S. Camillo. Un raid vero e proprio, secondo i carabinieri, che però al momento non ha una vera e propria connotazione politica o razzista. Il gruppo di assalitori, infatti, sembra che non abbia proferito parola sulle motivazioni del violento gesto. Naturalmente gli investigatori dell'arma, così come successo in passato per episodi analoghi, stanno valutando tutte le ipotesi possibili.

Per questo stanno cercando di capire se il titolare del locale possa aver avuto litigi o screzi con qualcuno. Ma anche se i possibili obiettivi dell'assalto, invece, possano essere stati i clienti dell'internet point. Italiani o bengalesi. Per questo motivo il titolare del negozio e i feriti sono adesso ascoltati dai carabinieri della stazione di Villa Bonelli per cercare di capire la matrice del raid. L'assalto di questa sera, comunque, ha riaperto vecchie ferite ancora non completamente rimarginate nella memoria della città. Riportando i ricordi ad un assalto, quello di natura chiaramente razzista e xenefoba avvenuto nel maggio del 2008 nella zona del Pigneto, uno dei quartieri più multietnici della città. Quel giorno un gruppo di giovani incappucciati, armato di bastoni, al grido di «Sporchi stranieri» e «Bastardi», ha assaltato e devastato tre negozi di immigrati asiatici nel quartiere. Fu un assalto improvviso, di pochi minuti, con un bengalese colpito da una bastonata, vetrine e interni di un bar, di un phon center-lavanderia e di un negozio di alimentari devastati.

Cosa c'è che non va? Chi se la sente di leggerlo criticamente?

giovedì 4 marzo 2010

Il Tg per la I A e II G

Ecco la definizione di luogo comune:
Un luogo comune è un'opinione (non necessariamente "vera") o un concetto la cui diffusione, ricorrenza o familiarità ne determinano l'ovvietà o l'immediata riconoscibilità. (...) Il luogo comune, essendo ritenuto una ovvietà, non richiede alcuna prova né ci si attende che sia sottoposto a critica o falsificazione. Resiste perfino all'evidenza, con cui comunque viene raramente confrontato. È affermato con tale frequenza, che difficilmente si è in grado di ricordare la sua fonte. L'esatto opposto del metodo scientifico

Già Schopenauer diceva:
L'universalità di una opinione, parlando seriamente, non costituisce né una prova né un motivo che la rende probabile.

(fonti Wikipedia.

Che intendeva dire Schopenauer?

Che ne pensate della definizione di luogo comune qui riportata?
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Ecco il vostro post (In ritardo!)

Dunque per mercoledì prossimo dovete postare un riassunto per classe sugli appunti presi.
Un solo riassunto collettivo, chiedete alle vostre prof di darvi 10 min per fare un contronto in classe tra gli appunti presi.

Mi raccomando che sia un riassunto critico, dove sottolineate cioè le cose che non vi sono chiare quelle sulle quali avete dubbi e quelle, se ci sono, sulle quali non siete d'accordo.

Tornate su questo post, crescerà man mano che inizierete  a postare dei commenti...

mercoledì 3 marzo 2010

Primo post per la II H

Leggete questa definizione di Stereotipo. Dice molte cose interessanti (e lo spiega molto meglio di quanto non abbia fatto io in classe)
Lo stereotipo è, nell'uso moderno, la visione semplificata e largamente condivisa su un luogo, un oggetto, un avvenimento o un gruppo riconoscibile di persone accomunate da certe caratteristiche o qualità. Si tratta di un concetto astratto e schematico che può avere un significato neutrale (ad es. lo stereotipo del Natale con la neve e il caminetto acceso), positivo (la cucina francese è la più raffinata del mondo) o negativo (l'associazione tra consumo di droghe e la musica rock) e, in questo caso, rispecchia talvolta l'opinione di un gruppo sociale riguardo ad altri gruppi. Se usato in senso negativo o pregiudizievole, lo stereotipo è considerato da molti come una credenza indesiderabile che può essere cambiata tramite l'educazione e/o la familiarizzazione.

Talvolta lo stereotipo è una caricatura o un'inversione di alcune caratteristiche positive possedute dai membri di un gruppo, esagerate al punto da diventare detestabili o ridicole. Alcuni gruppi hanno cercato, per deliberata strategia politica, di sviluppare nuovi stereotipi positivi su se stessi. (fonte Wikipedia

Funziona tutto? O c'è qualcosa che non va? di criticabile. Non tanto della definizione ma dal punto di vista critico?
Insomma uno stereotipo secondo vuoi può avere effetti positivi?

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Ecco il vostro primo post. Comunicheremo da qui tra una lezione e l'altra.

Come prima cosa vi ricordo di postare un riassunto degli appunti che avete preso, collettivo (chiedete alla vostra professoressa 10 minuti per confrontarvi in classe) e critico (sottolineate i punti che vi sono meno chiari o quelli sui quali siete meno d'accordo).

Sicuramente tra i punti che dovrete toccare nel riassunto ci sono:

i cambiamenti economici prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale che hanno influenzato tanto le pubblicità.

Cosa sono i bisogni indotti? Cosa "vendono" oggi le pubblicità oltre al prodotto?

Eccovi un esempio di pubblicità di inizio secolo. Fate un confronto con una pubblicità di oggi. In cosa sono diverse?...


E quest'altra?

Ecco le "controparti" di oggi...
In cosa differiscono?



Queste sono invece le pubblicità americane durante la seconda guerra mondiale per sensibilizzare l'importanza del contributo femminile nel lavoro in fabbrica.


NESSUNO COMMENTA QUESTO POSTER?!!?!?!


Sicuramente dovete poi parlare del sessismo e del maschilismo.
Al di là delle definizioni datene una spiegazione con parole vostre...


Questa è la canzone Ma cos'è questa crisi? di Rodolfo De Angelis (ecco il nome che non ricordavo!!!) sulla crisi di cui vi dicevo...

 

E a proposito di maschilismo ecco un'altra canzone di De Angelis che uscì dopo che la Società delle nazioni sanzionò l'Italia...




Infine sull'acusma ecco qualche appunto...

•Il suono è come un gas, come un profumo

Il supercampo è una sorta di campo audiovisivo: il suono-ambiente, unito alle parole e alle musica permette di fare a meno della classica inquadratura d’insieme, sostituita dal carattere unificante del paesaggio sonoro.

•Prima di nascere, e subito dopo la nascita per un po' siamo stati ciechi

Si racconta che Pitagora tenesse le sue lezioni nascosto dietro una tenda. Un suono che si sente senza individuarne la causa originaria si definisce acusmatico.

•Le immagini create dal rapporto audiovisivo sono immagini complesse, costruite non solo sul visivo, su ciò che realmente passa sullo schermo, ma sono delle rappresentazioni più mentali

L' acusma è un 'fantasma sensoriale' costituito da un suono la cui vera fonte di emissione è invisibile

La volta prossima riconceremo proprio da lì.



Tornate spesso sul blog ogni giorno aggiungerò qualcosa per voi...!


Per ora un saluto e SCRIVETE!!!

domenica 28 febbraio 2010

Questioni di cuore prossimo film al cineforum del Malpighi

Questioni di cuore
(Italia, 2008) di Francesca Archibugi

SCENEGGIATURA: Francesca Archibugi
INTERPRETI: Antonio Albanese, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti, Francesca Inaudi, Chiara Noschese
FOTOGRAFIA: Fabio Zamarion
MONTAGGIO: Patrizio Marone
PRODUZIONE: Cattleya
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
USCITA CINEMA: 17/04/2009
DURATA: 104 Min




Il film è tratto dal romanzo Una questione di cuore  di Umberto Contarelloe vuole presentarsi come una commedia (all')italiana .
Ci è riuscito secondo voi?
Di seguito alcuni link ad altrettanti articoli, da legere DOPO la visione delfilm.
Intanto mentre vedete il film sapere cosa dovete chiedervi.
C'è un uso di cliché e luoghi comuni? C'è del sessismo o del maschilismo? Come si rivolge il film al suo pubblico? La scena iniziale fornisce delle istruzioni per l'uso del film?
Buona visione!
Ci vediamo Lunedì 8 Marzo

La recensione di Paolo Mereghetti .
Intervista alla regista Francesca Archibugi

II E Malpighi: Tocca a voi!

Ecco il post per voi finalmente.
Dovete postarmi l'elenco dei quattro gruppi, ognuno dei quali dovrà analizzare la stessa notizia data da due diversi tg.
Per fare questo dovrete:
1) registrare il tg per intero
2) scegliere la notizia che secondo vuoi è suscettibile di analisi (non conta  l'importanza della notizia, conta la possibilità di essere analizzata)
3) confrontate i due servizi sulla stessa notizia così come sono stati dati dai due tg.

Se avete dubbi contattatemi e chiedete.
Oltre all'elenco dei gruppi indicate anche i tg che avete scelto di confrontare.

Intanto, chi vuole, se vuole, può tornare qui a riprendere i discorsi fatti in classe a proposito dei due servizi del tg3 sulla legge 194 e sui pacs.

Visto che questo blog è letto anche da altre classi magari sarebbe il caso faceste un riassunto di quanto detto in classe. Una sorta di esercizio giornalistico riportate come fosse un articolo di giornale quel che è successo in classe. Poi potrete aggiungere commenti e osservazioni.

Buon lavoro!

venerdì 26 febbraio 2010

III G III A: il questionario

Farete il questionario la prossima settimana. Nel frattempo rileggete gli appunti, fatemi domande... Il questionario verterà sia suglia spetti teorici (il cinema come fonte storica, cos'è l'iconologia...) sia sulle scene viste insieme, sia quelle proposte da me sia quelle scelte da voi.
Il questionario serve per capire come ragionate non per vedere quanta memoria avete, quindi, mi raccomando, risposte organiche e personali non sintetiche e definitorie.
Buon ripasso!

IV G: il saggio breve

Farete il saggio breve in classe, giovedì 11 Marzo. Gli argomenti saranno: i rapporti tra cinema e realtà, e i rapporti tra audiovisivi(cinema, tv, pubblicità) e sessismo.
Rivedete gli appunti presi le cose dette in classe ieri e fate domande. Approfittate da qui all'11 per approfondire uno dei due argomenti (che vi consiglio di scegliere già da ora) im maniera da arrivare al Saggio più preparate/i.
Io, come sempre, sono a vostra disposizione.

lunedì 22 febbraio 2010

2F prima del questionario...

Eccoci!
Farete il questionario lunedì 8 Marzo, così avete tutto il tempo per rileggere e ripassare. Capire è la cosa più importante non ripetere a memoria, quindi apprezzerò di più un pensiero critico che una riproposizione di quello da me detto che non è una Verità.
Mi sono piaciuti molto i lavori che avete fatto.
Stasera, li posterò sui (vi scrivo da Scuola...). Intanto aspetto il link del quarto lavoro che non siamo riusciti a vedere. Anche quel lavoro sarà oggetto di domanda quindi siete pregate/i di vederlo perchè ve lo potreste trovare tra le domande del questionario.

Aperto vostri interventi.
Complimenti per il lavoro svolto, a tutte/i.

Intanto, per tenerci in esercizio, vi propongo un paio di  spot....



venerdì 19 febbraio 2010

Il Tg per il 2 E del Malpighi

Ecco il vostro primo post.
Dovete (volete?) postare un riassunto di quanto fatto insieme in classe stamane.
Se avete dubbi, ripensamenti, critiche, sentitevi libere/i di scrivere, aggiungere, domandare, commentare.

Eccovi come promesso la presentazione power point completa.


Tornate su questo post. Troverete più cose man mano che scrivete. Ok?

A venerdì prossimo!

V G: tocca a voi!

entro sabato dovreste comunicarmi la composizione dei 4 gruppi di lavoro, che si occuperanno, ripeto, dei seguenti argomenti:

1)la novella libertà di Verga
2 Il film Bronte di Florestano Vancini
3 i fatti di Bronte nel luglio del 1860 che hanno ispirato entrambi
4 La questione risorgimentale.

Oggi abbiamo detto molte cose chi se la sente di fare un riassunto ?
Chi vuole aggiungere qualcosa ?

Come promesso vi posto il link all'articolo sui rapporti tra storia e fotografia.
Ci rivediamo Venerdì 5 marzo (fra due settimane) noi ci sentiamo molto prima però.

venerdì 12 febbraio 2010

IV G: tocca a voi!

Avete visto molti esempi diversi di lettura critica tutti legati da un doppio filo:

A l'impiego di "cornici narrative" che semplificano il mondo rappresentato dal film proponendocelo come plausibile (come sono queste semplificazioni? Quali giudizi di valore nascondono al loro interno?)

B L'impiego espressivo del montaggio per raccontarci la storia o fare dei commenti su di essa. (avviene ancora nei film di oggi? quali?)

Per la prossima volta (fra due settimane) dovete dividervi in 4 gruppi e scegliere la scena di un film che sia suscettibile di questi due tipi di lettura critica.

Intanto postate un riassunto delle cose dette ieri (riassunto critico, con dubbi, domande, osservazioni a parte).

Comunicatemi infine la composizione dei gruppi e... scrivete!

Il secondo post per la III A e III G

Eccomi a voi finalmente.

Allora, intanto postatemi appena potete un riassunto della lezione di ieri, con osservazioni, dubbi e critiche.

Poi postatemi la composizione dei gruppi (3 per classe) e non fatevi scrupoli a chiedermi aiuto per l'esercizio che dovete fare a casa.
Vi ricordo che dovete scegliere un film (telefilm, disegno animato, videoclip, etc.) di ambientazione storica (non necessariamente il medioevo) e farne la lettura critica sulla flasariga di quella fatta in classe.
Naturalmente scegliete una scena che sia ricca di spunti critici (ci sono cliché o luoghi comuni? Come viene usato il passato? serve a cosa? Cosa vuole dirci il regista ?). Mi raccomando venite con la sequenza giù "pronta"così da non perdere tempo avete 15 minuti a gruppo (siete 6 gruppi...).
Ci vediamo tra due settimane ma...
Let's stay tuned!!!

lunedì 8 febbraio 2010

Bronte per il V G

Allora per la prossima volta mi dovrete indicare i quattro gruppi in cui intendete dividervi per fare gli approfondimenti che poi presenterete al resto della classe nell'ultimo incontro (fissato per lunedì 22 febbraio).

I quattro argomenti di approfondimenti (suscettibili di variazione secondo vostri suggerimenti) sono:

1)la novella libertà di verga
2 Il film Bronte di Florestano Vancini
3 i fatti di Bronte nel luglio del 1860 che hanno ispirato entrambi
4 Il risorgimento italiano rivisto in chiave meno apologetica.

Intanto ecco i materiali forniti fin d'ora.

La novella di Verga Libertà.

Il saggio di Leonardo Sciascia (co-sceneggiatore di Florestano Vancini) sulla novella (e sul film).

rileggeteli entrambi.
Ricordatevi che alla fine dei tre incontri ci sarà un questionario di verifica...


cosa abbiamo detto oggi in classe sulla novella?
Perchè bbaimo scomodato il verga fotografo?




Ritornate spesso al post, che si amplierà man mano che aggiungete commenti...

Lo spot per la classe II F (e basta) del Malpighi

Ciao ragazze\i finita la diatriba per le assegnazioni dei gruppi siete spariti... come procedono i lavori? come vanno le cose? Avete bisogno di aiuto? Mi raccontate qualcosa?
Grazzzzz


Allora. Per la prossima volta dovete fare voi uno spot.
Dovete scriverlo. Poi disegnarlo. Infine girarlo. Tutte e tre queste fasi o solo una di loro...
Gli spot devono riferirsi al maschilismo e al sessismo e possono essere:

1) parodie di pubblicità (esistenti o meno) esagerando per enfatizzare il sessismo.
2) riscrittura di spot (esistenti) in chiane NON sessista (es. provate a immaginare una versione non sessista dello spot della Kinder Paradiso).
3) un incrocio tra i due.
Insomma massima libertà.
Per ogni domanda scrivetemi qui oppure mandatemi una mail cliccando E-Mail Me.

Ricordatevi di postarmi anche l'elenco dei gruppi,e tenetevi in contatto, non sparite!

Tanto per ripassare ecco lo spot della Kinder



ed ecco alcuni commenti su youtube...


gavrieloo (1 mese fa) Mostra Nascondi 0 Segnalato come spam
Rispondi questo me lo ricordo ankio ke ho 23 anni :) stefanodef (1 mese fa) Mostra Nascondi +4 Segnalato come spam
Rispondi Se per le donnine di casa è un divertimento pulire possono passare dal mio appartamento in qualunque momento. bettacian (1 mese fa) Mostra Nascondi +1 Segnalato come spam
Rispondi oh my god! PerfectGoalkeeper (2 mesi fa) Mostra Nascondi +1 Segnalato come spam
Rispondi finalmente qualcuno che dice le cose come stanno!

martyrossa, nonostante sia la tua ideologia opposta alla mia, ti ritengo molto piu' intelligente di chi si mette a cliccarmi negativo sui commenti e poi riaggiorna la pagina per segnarmi di nuovo il commento come negativo...uscite, fatevi una vita! martyrossa (2 mesi fa) Mostra Nascondi +2 Segnalato come spam
Rispondi concordo! ma xke una buona volta non si fanno le cose come vanno fatte? le donne sono donne e gli uomini sono uomini! non vedo nulla d male se la mia bambina giocherà col forno o con le bambole e il maschietto con i samurai, sono cose normali! 1RecLevel (2 mesi fa) Mostra Nascondi +3 Segnalato come spam
Rispondi infatti le ragazze di adesso sono tutte influenzate da lavatrici ed aspirapolveri... paesanini (4 mesi fa) Mostra Nascondi +9 Segnalato come spam
Rispondi Perché non dovrei prendermela per "ste cose"?

La pubblicità come il resto della tv è un modo per influenzare la mentalità delle persone sin da piccoli. Penso non ci sia niente di peggio...

In quanto a uscire di casa lo faccio. Scendo instrada e protesto. Tu oltre a minimizzare invece che fai? ZioZambe (3 sett. fa) Mostra Nascondi 0 Segnalato come spam
Rispondi I generi esistono da sempre, la pubblicità non vuole influenzare nulla, vuole solo vendere. La lavatrice non è stata creata da un perfido genio del male per traviare le bambine, ma da una casa produttrice di giocattoli perché alle bambine piace giocarci! Tutto qui.

giovedì 4 febbraio 2010

Primo post sui rapporti tra cinema e Storia (medioevo) per le classi III A e III G del Malpighi

Ecco il vostro primo post!

Vi ricordo cosa dovete fare PRIMA del prossimo incontro:

1) postare un riassunto (uno per classe) degli appunti presi in classe

2) fare domande osservazioni su quanto non vi è chiaro o su quanto non siete d'accordo.

3) organizzarvi già in gruppi (3 per classe) in modo da fornirmi i nomi per il prossimo incontro

Intanto eccovi i link promessi:

Quello su Compiuta Donzella e la sua poesia

Invece di postarvi pagine da leggere vi posto la versione integrale del Mistero buffo dedicata a Ciullo D'alcamo.





C'è ancora tanto da dire sulla lezione di oggi.
Ma iniziamo pure da qui...


AGGIUNTE

Ecco il link alle versioni cartacee del testo di Fo.
Vi linko sia quello tratto dal Mistero Buffo (che corrisponde al testo del video) sia un altro testo, successivo, nel quale Fo torna sulla poesia e cambia sensibilmente l'interpretazione.
Lo so che sono tante pagine ma se avete tempo leggetele sono spassosissime...

Il primo post per la classe IV G del Liceo Malpighi

Ecco il vostro primo post.

Abbiamo parlato di tanti argomenti stamane. Chi se la sente di fare un riassunto, anche parziale, di quanto abbiamo trattato?

Abbiamo visto diverse sequenze.

Chi se la sente di discutere su una (o più) di esse?

Abbiamo parlato di maschilismo e di sessismo (nei film) chi se la sente di darne una definizione?

Scrivete, intervenite, questo post crescerà man mano che ci scrivete voi...

lunedì 1 febbraio 2010

Lo spot per le classi II E e II F del Malpighi

Ecco il vostro primo post.

Abbiamo messo molta carne al fuoco mi piacerebbe leggere dei riassunti "spontanei" per capire quanto vi è chiaro e quanto no.
Non temete di osservare, criticare, proporre letture alternative, nuovi spot. L'importante è che ragioniate.

Vi ricordo alcuni argomenti trattati. Non sarebbe male se su ognuno di essi (o anche solo su alcuni) vi esprimeste spassionatamente.

Siamo partiti dai Bisogni Primari e quelli Secondari. Cosa sono, quali categorie indicano? Cosa c'entrano con le pubblicità?

Ecco una pubblicità vecchia






In che cosa si differenzia da quelle di oggi (al di là delle evidenti differenze grafiche?).



Ecco la pubblicità per far lavorare le donne in fabbrica durante la II Guerra Mondiale. Perché ne abbiamo parlato?

Abbiamo fatto una distinzione tra spot "visivi" e spot "sonori", in che senso?

Infine abbiamo parlato di luoghi comuni e di sessismo? Cosa sono e cosa hanno a che fare con gli spot?


Qualcuno/a ha chiesto lumi sulle pubblicità sociale cioè quelle pubblicità che informano o sensibilizzano su argomenti di interesse sociale e pubblico.
Vi propongo due spot per la campagna di informazione sull'aids.



Che ve ne sembra?


Vi sembra che funzioni tutto?

Il target dovreste essere voi... (e quelli un poco più grandi di voi...)  come vi sentite rappresentati, descritti, interpellati?


RICORDATEVI DI DIVIDERVI IN GRUPPI GIÀ' PER LUNEDÌ' PROSSIMO.
Ogni gruppo dovrebbe essere formato da non più di 6-7 persone ( in modo da avere non più di tre gruppi per classe, altrimenti non c'è tempo per fare vedere tutti i lavori svolti).

L'esercizio che andrete a fare a casa, in gruppo vi richiede di creare uno spot, televisivo radiofonico o anche una immagine fotografica.
Deve essere uno spot non sessita, privo di luoghi comuni. Puòà anbche essere uno spot già esistente e particolaermente sessista (o con de luoghi comuni ) che voi riscrivete e trasfromate in uno spot non sessista o senza quei luoghi comuni, dopo la lezione di lunedì prossimo vi dovrebbe essere tutto più chiaro...

Gran Torino (USA, 2008) di Clint Eastwood


Sceneggiatura: Nick Schenk
Attori: Clint Eastwood, Cory Hardrict, John Carroll Lynch, Geraldine Hughes, Brian Haley, Brian Howe, Nana Gbewonyo, Chris Carley, Bee Vang, Ahney Her, Choua Kue, Chee Thao Ruoli ed Interpreti
Fotografia: Tom Stern
Montaggio: Joel Cox
Produzione: Double Nickel Entertainment, Gerber Pictures, Malpaso Productions, Village Roadshow Pictures, Warner Bros
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 116 Min
Formato: Colore 35mm - 2.35 : 1








Ecco poster diversi del film.
Che "storie" ci raccontano?
Che impressione ci fanno?
Quale film ci lasciano immaginare?

Dopo aver visto il film

Durante la visione del film le nostre aspettative  nei confronti della storia raccontata rimangono le stesse o cambiano? 
Se cambiano quando? 
Come? 
Secondo voi perchè?



Recensione di Paolo Mereghetti (da leggere DOPO la visione del film)
Come si può definire un film che si apre con un funerale e si chiude con un altro? Un osservatore superficiale potrebbe anche definirlo iettatorio, ma in realtà Gran Torino appartiene più correttamente alla categoria dei film «testamentari», quelli dove l'autore — qui il 78enne Clint Eastwood — ci lascia in eredità il suo messaggio «finale», il suo pensiero definitivo sulla vita e sulla morte. Meglio, su come comportarsi in vita e come affrontare la morte. Cioè, sul Bene e sul Male. Questa riflessione ha sempre attraverso le opere di Eastwood regista. L'azione, che in altre età della vita sembrava predominare su tutto, finiva però per riportare primo o poi il suo «eroe» ai temi centrali della responsabilità. E a volte del castigo se non della morte. Come condanna (al cattivo di turno) ma anche come estremo destino di sconfitta (Guarda il trailer).

Come succede in Bird, in Un mondo perfetto, in Lettere da Iwo Jima... In Gran Torino, la riflessione di Eastwood prende un'andatura più zigzagante, a volte fin contraddittoria, come per riassumere tutte le diverse opzioni di una carriera che ha portato il suo regista a confrontarsi non solo con i limiti della vita, con le sue debolezze e le sue sconfitte, ma anche a farsene carico, ad assumerli (cristologicamente?) su di sé. Questo, almeno, fa Walt Kowalski (Eastwood), operaio in pensione dalla Ford, che vede il suo quartiere di Detroit spopolarsi di bianchi americani per lasciare il posto a ispanici e a un gruppo di invadenti «musi gialli» (in realtà «hmong», popolazione che non può più vivere nei territori d'origine, a cavallo tra Laos, Cambogia e Cina). All'inizio del film, però, durante il funerale della moglie, scopriamo che la rabbia di Kowalski si rivolge anche verso i membri della sua famiglia, i due figli Mitch e Steve da cui lo allontanano scelte di vita e gusti automobilistici (uno di loro commercia auto giapponesi, peccato più che mortale per un ex dipendente Ford), per non parlare dei nipoti vari, di cui disprezza praticamente ogni cosa, dall'abbigliamento all'indolenza. E senza preoccuparsi troppo di abbassare il tono quando fa le sue esternazioni. Con una buona dose di autoironia, Eastwood/Kowalski si mette in scena nel meno compiaciuto dei modi, ringhioso e urticante, capace di prendere il fucile per allontanare chi osa invadere la sua proprietà privata e preoccupato solo di due cose: avere una scorta di birra fresca da bere in solitudine nella sua veranda e ammirare la sua Gran Torino Ford del 72, che ogni tanto tira fuori dal garage e lucida con maniacale pazienza.

Inevitabile che a un certo punto le rabbie e le recriminazioni di Kowalski comincino a vacillare, e proprio quando stanno per esplodere di fronte alla scoperta che il timido figlio dei vicini di casa, Thao (Bee Vang), sta tentando di rubare come «cerimonia» di iniziazione all'età adulta proprio la sua amata auto. A partire da questo momento, la rabbia si trasforma in disprezzo, poi in non belligeranza per diventare curiosità e infine protettivo spirito paterno. Anche per merito della sorella di Thao, Sue (Ahney Her), meno impacciata nel suo percorso di integrazione nella cultura americana.

Lo strano, o per lo meno l'insolito, in un film hollywoodiano è la libertà che sembra prendersi Eastwood, che a un certo momento dà l'impressione di «perdersi » in lunghe deviazioni apparentemente non essenziali. Si prende il tempo per raccontare alcune specificità antropologiche degli hmong, scherza con le differenze razziali (e razziste) delle varie anime americane (i duetti col barbiere italo-americano), allontana la minaccia che incombe sul film (il violento bullismo di una banda orientale che scorrazza nel quartiere) come se volesse far imboccare al film un'altra strada, quella di una commedia di costume un po' fuori dal tempo. E poi, all'improvviso, fa ripiombare lo spettatore di fronte alla violenza e alla crudeltà. Obbligandolo però a fare un passo ulteriore, che è quello dell'assunzione delle proprie responsabilità di fronte alle ingiustizie della vita. E chiudendo perfettamente il percorso che unisce questo film a Mystic River e Million Dollar Baby: la coscienza della responsabilità che i padri — veri o «putativi» poco importa — hanno verso i figli. E il carico di «debiti» morali da cui non possono certo liberarsi. Alla fine la storia riprende il suo percorso incalzante e sorprendente, che naturalmente lasciamo allo spettatore scoprire. Possiamo solo aggiungere che Eastwood lo fa con una assunzione di responsabilità inusitata anche per i suoi film, quasi fosse riuscito finalmente a fare i conti davvero con la morte che nelle sue ultime regie aveva sempre più invaso le avventure dei suoi non-eroi, finendo per assumere l'aspetto del convitato di pietra. E che Eastwood filma con la semplicità e l'immediatezza che hanno solo i grandi.

Paolo Mereghetti

13 marzo 2009 Corriere della sera

Intervista a Clint Eastwood sul film (sempre da leggere dopo la visione del film)
LOS ANGELES - Il titolo potrebbe trarre in inganno: Gran Torino, il nuovo film di e con Clint Eastwood che segue di pochi mesi Changeling con Angelina Jolie (uscirà a gennaio negli Usa e a febbraio in Italia), non è un prodotto d'azione con inseguimenti d'auto, ma una melanconica cronaca degli ultimi giorni nella vita di un vedovo, un lupo solitario arrabbiato con tutti e miscredente. Non può non far pensare a un Dirty Harry nell'inverno della vita. "E' un veterano della guerra di Corea, pieno di pregiudizi, rimorsi, rabbie" lo racconta lo stesso Eastwood, che torna sullo schermo come interprete a quattro da Million Dollar Baby, "Walt è un uomo incapace di comunicare, anche col figlio o i nipoti. I suoi vicini di casa sono immigrati vietnamiti che a lui non piacciono affatto".

Walt ha un'unica grande passione, la sua auto sportiva d'epoca, una Ford Gran Torino, un vero cimelio. Quando un ragazzino vietnamita tenta di rubargliela, aizzato dalla gang locale, Walt si surriscalda. Le conseguenze dell'offesa subita sconvolgeranno la vita di tutti, Walt compreso. "Walt non è un ispettore Callaghan da vecchio" insiste Eastwood "I due periodi storici sono troppo differenti. Harry era frustrato dal sistema politico e giudiziario della città, Walt vuole solo pensare ai fatti suoi".

Ma anche Walt finisce per farsi giustizia da solo, non crede?
"Sì, ma è un uomo tormentato dai ricordi della guerra da lui combattuta nel passato. E quando finalmente acconsente a confessarsi in chiesa, come desiderava la defunta moglie, si vede che soffre tantissimo. Del film mi piaceva l'idea che non è mai troppo tardi per imparare, crescere, capire. E ricevere una sorta di illuminazione".

Sentimenti che la sua generazione conosce?
"Non riuscire a rapportarsi con i propri figli è spesso un limite della mia generazione, gente cresciuta negli anni '40 e '50. Walt è anche abituato a vivere in un quartiere di gente come lui, non è aperto ad altre culture, ma quando diventa amico di questi strani vicini di casa capisce di avere più in comune con loro che con la sua famiglia, con i suoi figli viziati. Fa un lungo viaggio interiore, fino a dare la vita per loro".

Un messaggio di tolleranza in un periodo storico particolare come questo?
"Sì, ed è quello che mi ha affascinato del copione, il modo in cui progredisce dall'intolleranza alla solidarietà. Walt è uno che all'inizio insulta tutti, come spesso fanno quelli della sua generazione, apostrofa i vicini immigrati, che non conosce nemmeno, con pesanti affermazioni razziste, non riesce a trattenersi, fino a quando diventa il loro più strenuo difensore. Non è un uomo politicamente corretto, ma ha una sua sensibilità, e lo diventa. Allo stesso tempo penso che il "politicamente corretto" stia andando troppo oltre, la gente perde il senso dell'umorismo. Mia moglie è un misto di tutto - messicana, giapponese, nera, irlandese - e io la prendo sempre in giro su tutte le sue particolarità etniche e ci divertiamo. Ma forse non ci piacerebbe se lo facesse qualcun altro".

Cosa pensa della politica americana verso gli immigrati?
"E' un serio problema che dovrà essere affrontato e sono rimasto molto deluso dal fatto che nessuno dei candidati, durante le elezioni, ne abbia voluto parlare, come volessero evitarlo. Il che significa che nessuno ha un piano d'azione. Secondo me tutto il processo di immigrazione dovrebbe venire riorganizzato e semplificato, in modo da accettare gente che davvero vuole venire qui a lavorare, e allontanare i criminali. Abbiamo sicuramente bisogno degli immigrati, è il modo in cui questo paese è stato costruito".

Nonostante lei non sia un sostenitore del nuovo presidente degli Stati Uniti, non pensa che con Obama cambieranno le cose proprio in questo senso?
"Lo spero, tutti noi speriamo nei miglioramenti, come nazione e come individui, e le possibilità ci sono. Purtroppo ho anche vissuto abbastanza a lungo da aver visto tanti personaggi politici arrivare a Washington e perdersi, dimenticando che là fuori c'è una realtà diversa. E' successo a tanti politici nel passato, mi auguro non succederà anche ad Obama".


I suoi film toccano sempre temi molto profondi, come la guerra e la tolleranza verso gli altri. Come sceglie i progetti, per il messaggio o per il loro valore spettacolare?
"Penso che ci sia bisogno di una combinazione di entrambi gli elementi. Cerco una storia che abbia un messaggio ma spero anche sia un intrattenimento, che trasmetta emozioni agli spettatori, che siano tragiche o divertenti. Cerco di raccontare una storia interessante. Da giovane ho fatto film per il piacere dell'avventura, per il pubblico, ma in questa fase mia vita voglio poter dire qualcosa. Negli ultimi 15 anni ho fatto film per adulti, sperando che li vedano anche i giovani. Mi manca l'epoca in cui gli adulti andavano al cinema, quando non c'era sempre lo stesso genere e i film non dovevano essere necessariamente dei sequel. I tempi di Preston Sturges e Howard Hawks, che giravano sempre soggetti nuovi per loro, che fossero spettacolari o veicoli di un messaggio. Oggi appena un film ha successo e fa soldi, i produttori ne vogliono fare altri quattro uguali! A 78 anni, non sarei soddisfatto se ogni giorno non potessi imparare qualcosa di nuovo".

Silvia Bizio La Repubblica 4 dicembre 2008

mercoledì 27 gennaio 2010

Corso sul tg per la classe della Scuola Svizzera

Ciao ragazzi/e!
Ecco il post tramite il quale ci terremo in contatto.
Intanto volevo complimentarmi perchè avete seguito 3 ore densissime di lezione, non tutti ce la fanno.
Avrete sicuramente domande da farmi (magari rivendendo gli appunti non tutto è chiaro) e sono qui a vostra disposizione.

Intanto, mentre attendo i vostri quesiti (li potete lasciare in fondo a questo post, cliccando sulla voce "commenti")
voglio farvi io qualche domanda:
Di cosa abbiamo parlato oggi?
Come abbiamo definito una notizia?
Quali modalità ci sono?
Come siamo finiti a parlare della emorroissa?
Cosa sono i pacs? E la legge 194? E Nausicaa?
Perché abbiamo parlato dei luoghi comuni?
Qual è la doppia negazione con la quale possiamo difenderci dai luoghi comuni?

Insomma chi se la sente di fare un riassunto, anche parziale, di quanto detto e visto oggi in classe?

Tornate presto sul blog perchè aggiungerò contenuti man mano che alle vostre domande si aggiungeranno le mie risposte (e viceversa...).
Inizio con un video della canzone di Giorgio Gaber destra Sinistra. In base a quello che abbiamo detto di questi due concetti la canzone cosa ci dice? E perchè?



Scrivete commentate, criticate, ma fatevi sentire!
Un saluto.

lunedì 25 gennaio 2010

The Millionaire 2 (la vendetta...)

Dopo avere visto il film possiamo tranquillamente parlarne per quel che è un film razzista, fascista, eurocentrico, etnocentrico, quasi nazista.

Quando leggerete queste righe avremo già fatto lezione.
Ancora non so se il film vi è piaciuto o meno.
spero che, qualunque sia la vostra opinione, volgiate parlarne qui motivando le vostre osservazioni.
Intanto inizio a postarvi un po' di materiali sul film:
Cominciamo con lo scandalo islamofobo del doppiaggio sbagliato (per caso? Involontariamente? non credo proprio...).
Infatti il  doppiaggio sbagliato (...) fa erroneamente intendere che ad uccidere la madre dei piccoli protagonisti sia stato un gruppo di integralisti musulmani e non di fanatici induisti. (...) Il sottotitolo inglese (..) [dice] 'they are muslims, get them! (sono musulmani, prendeteli), ma nella versione italiana si sente una voce fuori campo che dice invece 'Aiuto, sono musulmani, scappiamo!".(fonti repubblica, Corriere della sera.
Che ne pensate? Cosa dice la copia del film che avete visto?

domenica 17 gennaio 2010

The Millionaire

The Millionaire (GB, 2009) di Danny Boyle
Attori: Anil Kapoor, Dev Patel, Freida Pinto, Mia Drake
Sceneggiatura Simon Beaufoy
Fotografia: Anthony Dod Mantle
Montaggio: Chris Dickens
Musiche: A.R. Rahman
Produzione: Celador Films
Distribuzione: Lucky Red
Uscita: 05/12/2008


Qualche domanda da farvi prima di vedere il film

Che cosa conoscete dell'India?

Quali conoscenze il film presume in voi (noi) spettatori?

Quali luoghi comuni vengono impiegati nel film?

Che funzione hanno?

Come influenzano il vostro giudizio sulla storia raccontata?

Qual è la struttura narrativa scelta dal film per raccontarci la storia del suo protagonista?

In qual altro modo poteva essere raccontata la storia secondo voi?

Fate il raffronto tra le tre locandine del film.

In cosa si differenziano? quali aspetti della trama del film mettono in risalto? Perché?
Quale vi piace di più? Perchè?
Che tipo di film vi aspettate in base alle locandine?



Premi

8 Academy Awards (Oscar): Miglior film, Miglior regia, Migliore sceneggiatura non originale, Miglior montaggio, Migliore fotografia, Miglior sonoro, Migliore colonna sonora, Migliore canzone

4 Golden Globe 2009: miglior film drammatico, miglior regista (Danny Boyle), migliore sceneggiatura, miglior colonna sonora


3 British Independent Film Awards 2008: miglior film, miglior regista, miglior esordiente (Dev Patel)
7 Premi BAFTA 2009: miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura non originale, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior colonna sonora, miglior suono
David di Donatello 2009: miglior film dell'Unione EuropeaNastro d'Argento per il miglior film europeo

lunedì 11 gennaio 2010

Burn After Reading (reprise)

Ciao ragazze/i!

Chi se la sente di riassumere, nel commento, quanto abbiamo detto oggi sul film Burn After Reading?

Abbiamo parlato dei generi. Da cosa sono caratterizzati?

Perché ho scomodato il film Alien del 1979, di Ridley Scott?

Qual è la caratteristica del film dei Coen rispetto i generi cinematografici?

Che cosa ho inteso dire quando ho parlato di "scollamento"?

E dopo tutte queste domande, cosa avete detto oggi del film?

Chi se la sente di riassumere tutto ciò o solo una parte?

Ancora.

Perché vi ho fatto vedere il corto Il talento di Fabio?

Cosa abbiamo detto sul film? Cos'altro possiamo dire?

Cosa possiamo dire del cortometraggio in rapporto allo "scollamento"?

Ecco che il riassunto è bell'e fatto basta rispondere a queste domande...

Intanto, ecco qui il link che vi porta al cortometraggio, casomai lo voleste rivedere...


E poi, come promesso, eccovi in quote il pst che ho scritto sul corto e i commenti che ho ricevuto.


Ieri sono andato a vedere i corti premiati dall'Ucca (Unione Cinecricoli Cinematografici Arci) per il concorso obiettivi sul lavoro. Ho visto solo i primi due, ma è del primo che voglio parlarvi.

Il talento di Fabio, di Andrea di Bari.
Un cortometraggio ben girato, bene interpretato e montato ma dalla storia criptomachista e fascista.
E' la storia di Fabio che viene licenziato dall'autoconcessionaria dove lavora (non ne sappiamo i motivi, vediamo da lontano il colloquio senza poterne ascoltare i dialoghi, grazie alla bella regia come a dire non importa quel che dicono importa il risultato).
Con un'elegante ellissi troviamo un dialogo familiare scontato e sessista. lei fa le pulizie e rimprovera lui che il passivo in banca non può più crescere (ma poi si contraddice dicendo che i soldi della liquidazione sono quasi finiti e che, insomma,è lui a dover trovare un lavoro non lei, che ovviamente deve fare da madre ai due figli, uno di 8 e una di 10. La madre, rimprovera il figlio di 8 che non sa ancora tagliarsi la carne mentre sua sorella sì (voi maschi ci arrivate sempre dopo) il ragazzino si giustifica che la sorella è più grande ma lei lo redarguisce dicendogli che alla sua età già sapeva tagliarsi la carne da sola e poi aggiunge un furbetto. Insomma capita l'aria' Le donne rompono le palle ai maschietti che, poverini, non è colpa loro se sono disoccupati.
Da vomitare.
Fabio, giocherellando con la frutta, si ricorda (sic!) che sa giocare a biliardo, si reca a una sala giochi, tenuta da una signora anziana, dal viso vissuto ma che si vede in gioventù è stata una bella donna (Anna Orso, splendida settantunenne) che nella sinossi del film riportata in vari siti viene descritta come un'ambigua signora): Fabio inizia a giocare con i clienti della bisca e a vincere modeste somme di denaro 8alle quali corrispondo spese generose con bottiglie di vino che costano 8 euro...). L'...ambigua signora vede di buon occhio le vincite di Fabio che così riesce a portare a casa dei soldi, e anche la moglie è contenta, tanto che Fabio, si sente ripristinato nella sua virilità e porta la moglie, mettendosela su una spalla, a letto (di pomeriggio...).
Poi l'...ambigua signora gli propone di giocare contro un forte (è il vice ministro Carpazio), da non sottovalutare, che chiede 5 mila euro per partita. Lei è disposta ad coprire fino a 3 partite. Se vince faranno a metà.
Fabio accetta. All'inizio sbaglia, intimidito dal viceministro che si presenta con due guardie del corpo. Poi Fabio vince e sbaraglia il vice ministro (che tira di coca) il quale, durante una pausa, gli promette un posto di lavoro (alla Farnesina, via XX settembre) e un assegno di 30 mila euro se lo fa vincere, anche di un piccolo margine.
Fabio accetta senza nemmeno guardarlo in faccia. Ma l'...ambigua signora se ne accorge, accusa Fabio di essersi venduto, e commenta al vice ministro che lui ha sempre messo i piedi in testa a chi è migliore di lui, le guardie del corpo cercano di zittirla (a che titolo?!?!) il viceministro invece le intima di continuare e la donna gli dice che lui non vale un cazzo e che non era per suo padre.... Il vice ministro la schiaffeggia, facendola spostare per l'intensità dello schiaffo. Lei gli rompe una bottiglia in faccia, ferendogli l'occhio. Il viceministro mette mano a una pistola (dove la teneva fino a quel momento?!?!) le spara al cuore. lei cade a terra.mentre ne sentiamo i rantoli le due guardie del corpo atterrano Fabio. poi anche il ministro lo prende a calci.
Mentre la moglie di Fabio (ignara) lo aspetta, Fabio viene portato da tre tizi in aperta campagna, legato bendato e freddato con un colpo di pistola alla testa.
Il corto si chiude con figli di Fabio che giocano col un bigliardo giocattolo che il padre aveva regalato al figlio per il suo compleanno.

Qual è il messaggio di questo corto?
Che se Fabio faceva l'onesto e non accettava di far vincere Carpazio non sarebbe morto?
Improbabile.
Se Carpazio è talmente pazzo da sparare a una vecchia perché lo ha ferito a un occhio (con tutto il potere che ha poteva fargliela pagare senza mettere a repentaglio la sua carriera...) sicuramente a un no di Fabio avrebbe usato la pistola contro di lui e Fabio sarebbe morto lo stesso.
Nulla è reale in questa situazione. La figura del vice ministro (non prevista dalla Costituzione, introdotta nell'ordinamento italiano con la legge n. 81 del 2001), cioè di un sotto segretario con deleghe speciali, è totalmente fuori dalle righe. Nemmeno il fascista più efferato si comporta in modo così incauto e maldestro. ben più sottili sono le manipolazioni e i poteri che i politici hanno.
Il corto di Di Bari ha il torto di manipolare un immaginari distorto sulla gestione politica del paese. Nonostante l'ammanco di democrazia che L'Italia vive, nessun viceministro oggi potrebbe comportarsi così. Non può, non che non vuole. Non può perché gli organi di garanzia ancora ci sono...
Non conosco le intenzioni di Di Bari. Se voleva fare un film di denuncia sull'Italia di oggi Detto questo, l'opera proposta vuole suscitare una profonda riflessione sulla palese attuale malapolitica corruttiva ed affaristica, gestita da taluni uomini mediocri, quindi falsi politici, non soltanto dei beni materiali di sostentamento di un popolo, ma anche e soprattutto quella malapolitica, che non ci permette di poter vivere quel bisogno primario che è la sacra espressione di quel talento, qualunque esso sia, che è in ciascuno di noi. (Andrea Di Bari, fonte MilanoFilmFestival) dà un pessimo contributo alla sua causa. Nel suo corto è tutto talmente esagerato, iperbolico, che tutti i politicanti affaristi cui si riferisce possono ben dire ma noi non siamo come lui, quello è un pazzo delinquente, noi non ammazzeremmo mai una vecchia così...etc. etc. Insomma l'eccezionale gravità del fato raccontato ridà immediatamente legittimità ala normalità delinquenziale in cui operano (possono operare) i vice ministri del mondo reale.
Il corto ha uno stile dimesso, quasi neorealistico, comunque realistico, invece non lo è per niente, semplifica, banalizza, esagera dove non c'è da esagerare, senza individuare i veri nodi politici, culturali, antropologici, economici, che attanagliano oggi il paese. Avesse raccontato la stessa storia con un distacco ironico, accentuando l'iperbolicità che lo caratterizza come specchio deformante e critico di una realtà altra avrebbe avuto un altro spessore. La storia raccontata dal corto invece, nonostante la sia di per sé agghiacciante drammatica, non è una denuncia del reale, ma, viceversa, una forma di consolazione.
Dopo lo choc tutti pensiamo, beh dai le cose nel mondo reale non vanno così...
Almeno così pensano le persone informate, le uniche che possono cambiare le sorti del paese, incamminato seriamente verso un totalitarismo cupo peggio di quello mussoliniano.
Gli altri, quelli che credono che quel che racconta il Di Bari sia vero, verosimile, probabile, possibile, vivono contenti che qualcuno denunci lo status quo, essendo ingannati, ignari della realtà, presi in giro e rincoglioniti proprio allo stesso modo delle tv berlusconiane. Altra è la realtà, altri i problemi, altre le dinamiche tra le persone. Qui c'è un atteggiamento di ineluttabile supinità al potere contro il quale si pretende, nulla si può fare. Una morbosità per la morte delle persone, ammazzate come animali da macello (alla faccia delle morti bianche, dei morti in carcere, altro che viceministri assassini!!!). Un film di fanta-realtà spacciato per vita vera. Il peggior modo di portare avanti una causa politica. Un film fascista per il rapporto che ha coi suoi spettatori ai quali ammannisce semplificazioni ideologiche che non intaccano di un millesimo i veri privilegi della classe politica (come, mutatis mutandis i film d'epoca fascista di Camerini che prendevano in giro gli aristocratici senza metterne in discussione i privilegi), criptomachista per la visione dei rapporti maschio femmina, marito moglie, giovani vecchi, potenti semplici cittadini che il film ha, senza esplicitarla, ma spanciandola come vera e quindi non necessitante di spiegazioni, letture critiche, domande, dubbi.
E che il corto abbia vinto un sacco di premi, anche un concorso Arci la dice lunga sulla salute politica dl paese...

Il talento di Fabio Italia, 2009 di Andrea Di Bari

Formato: HD
Durata: 30'
Produttore: Jessica Cavallo, Claudia Dicasale
Sceneggiatura: Andrea Di Bari, Andrea Virili
Montaggio: Marta Agneni
Fotografia: Federico Schlatter
Montaggio del suono : Claudio Marani
Musica: Fiore Benigni, Paolo Rocca
Cast: Clemente Pernarella, Anna Orso, Pietro De Silva, Gabriella Barbuti

9 commenti:

Giorgio Mallucci ha detto...

Per la violenza e la faziosità della critica al corto di Andrea di Bari, corto che ho avuto l'occasione di vedere, credo che il termine fascista vada assegnato a chi lo usa con tanta facilità. Consiglio uno specchio in casa! Quanto poi al merito ritengo da spettatore (sempre stato di sinistra) che l'iperbole sia utile se come nel corto in questione suscita riflessioni!!!
10:49 AM, dicembre 17, 2009

Alessandro Paesano ha detto...

Violenza?
Faziosità?!
Dove? Come? Quando?
Argomentare, prego, come ho fatto io.
Criticare le mie argomentazioni non già la mia persona, altrimenti si è tentati di credere che tu abbia pochi argomenti.
Visto che poi si tratta di una fiction la faziosità è rispetto cosa?
Il problema è che l'iperbole nel corto non è presentata come tale dato il registro realistico del racconto.
Se avessi letto bene il mio post a un certo punto avresti trovato:
Avesse raccontato la stessa storia con un distacco ironico, accentuando l'iperbolicità che lo caratterizza come specchio deformante e critico di una realtà altra avrebbe avuto un altro spessore.
Se credi che l'iperbolicità serva allora convieni con me...

Capisco che sei indignato perché a te il corto è piaciuto mentre a me no. Ma a me sembra di avere spiegato perché il corto non mi è piaciuto. Mi farebbe piacere leggere perché a te, invece, è piaciuto.
In quanto all'aggettivo fascista vai a leggere i vari significati del termine su un qualunque dizionario. Non c'è solo quello strettamente politico...
Riscrivimi.
11:15 AM, dicembre 17, 2009

roberta ha detto...

Quanta prosopopea! quanto astio!
ma soprattutto: lei deve aver visto una versione diversa da quella che ho visto io del corto diretto da Andrea Di Bari e scritto con Andrea Virili, due uomini di talento...
Roberta Rossi
9:09 PM, dicembre 17, 2009

Alessandro Paesano ha detto...

Di nuovo!
Io ho argomentato porca miseria. Mica mi sono permesso di sparare giudizi così a zero come fate voi...

Mai detto che Di bari non abbia talento...
Ma lo avete letto il mio post???

Astio?
Come siamo berlusconiani! Appena ci si fa una critica c'è l'astio, la faziosità--- Ma non si entra mai in merito delle osservazioni fatte, giuste o sbagliate che siano... Che paese siamo diventato!!!
2:36 AM, dicembre 18, 2009

Anonimo ha detto...

ciao alessandro,
sono una dei tre produttori del cortometraggio(con claudia dicasale ed andrea moroni)
Innanzitutto ti ringrazio perchè hai impiegato davvero tanto a scrivere l'articolo, quindi hai "perso tempo" parlando del corto.
Ti ringrazio davvero, sempre bello ricevere critiche nel bene e nel male.
Detto questo, non ti voglio convincere a cambiare idea, perchè sarebbe alquanto difficile, dato che mi sembra dal modo in cui tu scrivi che sei una persona parecchio scrontrosa ed arrabbiata con il mondo e non mi interessa sapere perchè. Ci sono persone che hanno studiato "psicologia" ed aiutano a superare certi traumi.
Ti dico solo ciò che penso del corto.
Fabio ha un talento come tanti del resto ma non può esprimerlo perchè c'è chi non glilelo permette.
Il politico non vuole perdere, non vuole che Fabio vinca, non vuole che Fabio sia più bravo di lui a giocare... e quindi ecco quel che succede...

ti è mai capitato di sentire qualcuno dire che non ha vinto un concorso pubblico, che non è riuscito a lavorare da qualche parte mandando solo CV(con diverse esperienze), che attrici di fiction sono scelte da chi sta al potere.... potrei andare avanti all'infinito.
ma potrei anche dirti che molti ce la fanno ad essere felici nonostante queste pressioni, facendo quel che vuole nel loro piccolo...
è quello che faccio io e gran parte delle persone che apprezzo come Andrea Di Bari come regista e come Claudia Dicasale produttrice.

Ancora grazie di tutto!!!
Grazie anche a te Roberta!
Buon natale a tutti

p.s. in caso non dovessi rispondere ad una tua eventuale risposta non è perchè non so cosa dirti, ma semplicemente perchè non mi collego ad internet o al tuo blog.
Arrivederci
10:52 PM, dicembre 18, 2009


Anonimo ha detto...

mi scuso con chi leggerà il mio post perchè ci sono qualche errori di battitura ed ortografia causa stanchezza della settimana lavorativa.
Grazie ancora

Jessica Cavallo
10:54 PM, dicembre 18, 2009


Alessandro Paesano ha detto...

Detto questo, non ti voglio convincere a cambiare idea, perchè sarebbe alquanto difficile, dato che mi sembra dal modo in cui tu scrivi che sei una persona parecchio scrontrosa ed arrabbiata con il mondo e non mi interessa sapere perchè. Ci sono persone che hanno studiato "psicologia" ed aiutano a superare certi traumi.
Tutto qui?
Il tuo confronto dialettico finisce qui?
Eppure di cose ne ho dette sul corto che hai prodotto. Te la cavi consigliandomi lo psicologo...
Vedi non dovevi convincermi a cambiarmi idea. Io ho espresso moltissime idee sul corto, e le ho tutte motivate. Posso aver detto tante sciocchezze, mica sono infallibile, ma, nel caso, mi mostri dove e perchè?
E' più comodo dire che sono cattivo e da manicomio... In perfetto stile berlusconiano. Mai affrontare pacificamente le mie affermazioni, la mia lettura critica. Perché non si tratta di idee ma di lettura critica... Un campo che siamo sempre meno abituati a coltivare...
Ma questo non lo ha fatto nessuno finora...

Io ho espresso un parere almeno. E lo ho argomentato. Nessuno ha ritenuto necessario entrare nel merito delle mie argomentazioni...
Aspetto ancora fiducioso...
11:16 PM, dicembre 18, 2009


Anonimo ha detto...

Il talento di Fabio è giocare a biliardo. Ha una famiglia, al cui mantenimento non riesce più a contribuire perché è stato licenziato. Allora, cavalcando l’idea di un momento, riprende a giocare. Vincendo al gioco, porta a casa qualche euro per i suoi, fino all’occasione della partita col viceministro.
Di fronte alla sconfitta sempre più schiacciante, Carpazio sceglie di corrompere fabio, “perché non può perdere di fronte ai suoi uomini, e per altri motivi suoi personali”.
Tutto va a rotoli, e quando si sente offeso dalla donna, la schiaffeggia e (dopo la bottiglia in faccia) prende la pistola dalla guardia del corpo e la uccide.
Stesso destino a fabio, testimone della scena.
Il senso di tutto è chiaro, a mio avviso. Si parla dell’oggi: delle notizie di licenziamenti che sentiamo ogni giorno, di posti a rischio, di precariato, di sfruttamento… tanto ripetute da farle sembrare parole vuote o “risapute”, anche se le viviamo (io stesso e molti miei colleghi nella stessa condizione) ogni giorno. Fabio ritrova un pizzico di dignità e di amor proprio curando il proprio talento, e occupandosi dei suoi grazie ad esso.
Carpazio è il simbolo dello schiacciamento di quel talento, della logica del potere sopra quella del merito. Non è importante che “vinca il migliore”, l’importante è salvare la faccia e i cazzi propri. E se si ha il potere lo si può fare, poco importa chi ne paga lo scotto. Ed è quello che succede al talento di Fabio: Carpazio si vede battuto e la sua risposta alla sconfitta (così come alle offese, così come alla bottigliata) è la “violenza” in senso lato: la corruzione, lo schiaffo, l’omicidio. Mai l’ammissione di sconfitta, e magari una stretta di mano con un “complimenti”. Il talento non ha uno spazio nella sua visione, ne ha invece il raggiungimento dei suoi scopi personali.

Non si parla di una storia “reale” in senso stretto. Certo, ci si può perdere in particolari come la figura del viceministro “introdotta nell'ordinamento italiano con la legge n. 81 del 2001”, o in quale paio di pantaloni fosse la pistola che ha ucciso la donna, o su un presunto “criptomachismo” di una battuta della moglie di fabio (ellamaddonna! Giusto per rispondere, in quella battuta –voi maschi sempre dopo c’arrivate- io c’ho letto la frustrazione e l’astio della donna nei confronti del marito disoccupato, un modo tra le righe per sfogarsi della situazione preoccupante contro il marito sottolineando la sua condizione), o sul diritto o meno di una guardia del corpo di difendere a parole il suo protetto.
Ma personalmente credo che sia un errore, come guardare il dito di un uomo che punta verso la luna e commentare “quell’unghia incarnita è proprio brutta!”.
Giacomo
11:43 PM, dicembre 18, 2009


Alessandro Paesano ha detto...

Non si parla di una storia “reale” in senso stretto.
beh il registro del corto è molto realistico...
Però le azioni del viceminsitro sono proprio esagerate rispetto il mondo reale.
non c'è bisogno di arrivare a tanta sfrontatezza e violenza per denunciare al corruzione che dici tu.
Mi piace la metafora che usi.
ma io credo che il corto non indichi già la luna ma ricreo una sua versione di luna
per rimanere in metafora
io critico quella dico che quella è incarnita non il dito...

Comunque grazie per il confronto vero...
Probabilmente ho dato molte cose scontate nel mio post,
Apprezzo il punto di vista del corto, Mi è piaciuto tantissimo il personaggio della signora e anche quello di Fabio. Solo che trovo esagerata la fine di fabio per i motivi che ho già detto nel post...
12:25 AM, dicembre 19, 2009

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