ALESSANDRO PAESANO BLOG

Il blog dedicato alle vostre lezioni di cinema


domenica 28 febbraio 2010

Questioni di cuore prossimo film al cineforum del Malpighi

Questioni di cuore
(Italia, 2008) di Francesca Archibugi

SCENEGGIATURA: Francesca Archibugi
INTERPRETI: Antonio Albanese, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti, Francesca Inaudi, Chiara Noschese
FOTOGRAFIA: Fabio Zamarion
MONTAGGIO: Patrizio Marone
PRODUZIONE: Cattleya
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
USCITA CINEMA: 17/04/2009
DURATA: 104 Min




Il film è tratto dal romanzo Una questione di cuore  di Umberto Contarelloe vuole presentarsi come una commedia (all')italiana .
Ci è riuscito secondo voi?
Di seguito alcuni link ad altrettanti articoli, da legere DOPO la visione delfilm.
Intanto mentre vedete il film sapere cosa dovete chiedervi.
C'è un uso di cliché e luoghi comuni? C'è del sessismo o del maschilismo? Come si rivolge il film al suo pubblico? La scena iniziale fornisce delle istruzioni per l'uso del film?
Buona visione!
Ci vediamo Lunedì 8 Marzo

La recensione di Paolo Mereghetti .
Intervista alla regista Francesca Archibugi

II E Malpighi: Tocca a voi!

Ecco il post per voi finalmente.
Dovete postarmi l'elenco dei quattro gruppi, ognuno dei quali dovrà analizzare la stessa notizia data da due diversi tg.
Per fare questo dovrete:
1) registrare il tg per intero
2) scegliere la notizia che secondo vuoi è suscettibile di analisi (non conta  l'importanza della notizia, conta la possibilità di essere analizzata)
3) confrontate i due servizi sulla stessa notizia così come sono stati dati dai due tg.

Se avete dubbi contattatemi e chiedete.
Oltre all'elenco dei gruppi indicate anche i tg che avete scelto di confrontare.

Intanto, chi vuole, se vuole, può tornare qui a riprendere i discorsi fatti in classe a proposito dei due servizi del tg3 sulla legge 194 e sui pacs.

Visto che questo blog è letto anche da altre classi magari sarebbe il caso faceste un riassunto di quanto detto in classe. Una sorta di esercizio giornalistico riportate come fosse un articolo di giornale quel che è successo in classe. Poi potrete aggiungere commenti e osservazioni.

Buon lavoro!

venerdì 26 febbraio 2010

III G III A: il questionario

Farete il questionario la prossima settimana. Nel frattempo rileggete gli appunti, fatemi domande... Il questionario verterà sia suglia spetti teorici (il cinema come fonte storica, cos'è l'iconologia...) sia sulle scene viste insieme, sia quelle proposte da me sia quelle scelte da voi.
Il questionario serve per capire come ragionate non per vedere quanta memoria avete, quindi, mi raccomando, risposte organiche e personali non sintetiche e definitorie.
Buon ripasso!

IV G: il saggio breve

Farete il saggio breve in classe, giovedì 11 Marzo. Gli argomenti saranno: i rapporti tra cinema e realtà, e i rapporti tra audiovisivi(cinema, tv, pubblicità) e sessismo.
Rivedete gli appunti presi le cose dette in classe ieri e fate domande. Approfittate da qui all'11 per approfondire uno dei due argomenti (che vi consiglio di scegliere già da ora) im maniera da arrivare al Saggio più preparate/i.
Io, come sempre, sono a vostra disposizione.

lunedì 22 febbraio 2010

2F prima del questionario...

Eccoci!
Farete il questionario lunedì 8 Marzo, così avete tutto il tempo per rileggere e ripassare. Capire è la cosa più importante non ripetere a memoria, quindi apprezzerò di più un pensiero critico che una riproposizione di quello da me detto che non è una Verità.
Mi sono piaciuti molto i lavori che avete fatto.
Stasera, li posterò sui (vi scrivo da Scuola...). Intanto aspetto il link del quarto lavoro che non siamo riusciti a vedere. Anche quel lavoro sarà oggetto di domanda quindi siete pregate/i di vederlo perchè ve lo potreste trovare tra le domande del questionario.

Aperto vostri interventi.
Complimenti per il lavoro svolto, a tutte/i.

Intanto, per tenerci in esercizio, vi propongo un paio di  spot....



venerdì 19 febbraio 2010

Il Tg per il 2 E del Malpighi

Ecco il vostro primo post.
Dovete (volete?) postare un riassunto di quanto fatto insieme in classe stamane.
Se avete dubbi, ripensamenti, critiche, sentitevi libere/i di scrivere, aggiungere, domandare, commentare.

Eccovi come promesso la presentazione power point completa.


Tornate su questo post. Troverete più cose man mano che scrivete. Ok?

A venerdì prossimo!

V G: tocca a voi!

entro sabato dovreste comunicarmi la composizione dei 4 gruppi di lavoro, che si occuperanno, ripeto, dei seguenti argomenti:

1)la novella libertà di Verga
2 Il film Bronte di Florestano Vancini
3 i fatti di Bronte nel luglio del 1860 che hanno ispirato entrambi
4 La questione risorgimentale.

Oggi abbiamo detto molte cose chi se la sente di fare un riassunto ?
Chi vuole aggiungere qualcosa ?

Come promesso vi posto il link all'articolo sui rapporti tra storia e fotografia.
Ci rivediamo Venerdì 5 marzo (fra due settimane) noi ci sentiamo molto prima però.

venerdì 12 febbraio 2010

IV G: tocca a voi!

Avete visto molti esempi diversi di lettura critica tutti legati da un doppio filo:

A l'impiego di "cornici narrative" che semplificano il mondo rappresentato dal film proponendocelo come plausibile (come sono queste semplificazioni? Quali giudizi di valore nascondono al loro interno?)

B L'impiego espressivo del montaggio per raccontarci la storia o fare dei commenti su di essa. (avviene ancora nei film di oggi? quali?)

Per la prossima volta (fra due settimane) dovete dividervi in 4 gruppi e scegliere la scena di un film che sia suscettibile di questi due tipi di lettura critica.

Intanto postate un riassunto delle cose dette ieri (riassunto critico, con dubbi, domande, osservazioni a parte).

Comunicatemi infine la composizione dei gruppi e... scrivete!

Il secondo post per la III A e III G

Eccomi a voi finalmente.

Allora, intanto postatemi appena potete un riassunto della lezione di ieri, con osservazioni, dubbi e critiche.

Poi postatemi la composizione dei gruppi (3 per classe) e non fatevi scrupoli a chiedermi aiuto per l'esercizio che dovete fare a casa.
Vi ricordo che dovete scegliere un film (telefilm, disegno animato, videoclip, etc.) di ambientazione storica (non necessariamente il medioevo) e farne la lettura critica sulla flasariga di quella fatta in classe.
Naturalmente scegliete una scena che sia ricca di spunti critici (ci sono cliché o luoghi comuni? Come viene usato il passato? serve a cosa? Cosa vuole dirci il regista ?). Mi raccomando venite con la sequenza giù "pronta"così da non perdere tempo avete 15 minuti a gruppo (siete 6 gruppi...).
Ci vediamo tra due settimane ma...
Let's stay tuned!!!

lunedì 8 febbraio 2010

Bronte per il V G

Allora per la prossima volta mi dovrete indicare i quattro gruppi in cui intendete dividervi per fare gli approfondimenti che poi presenterete al resto della classe nell'ultimo incontro (fissato per lunedì 22 febbraio).

I quattro argomenti di approfondimenti (suscettibili di variazione secondo vostri suggerimenti) sono:

1)la novella libertà di verga
2 Il film Bronte di Florestano Vancini
3 i fatti di Bronte nel luglio del 1860 che hanno ispirato entrambi
4 Il risorgimento italiano rivisto in chiave meno apologetica.

Intanto ecco i materiali forniti fin d'ora.

La novella di Verga Libertà.

Il saggio di Leonardo Sciascia (co-sceneggiatore di Florestano Vancini) sulla novella (e sul film).

rileggeteli entrambi.
Ricordatevi che alla fine dei tre incontri ci sarà un questionario di verifica...


cosa abbiamo detto oggi in classe sulla novella?
Perchè bbaimo scomodato il verga fotografo?




Ritornate spesso al post, che si amplierà man mano che aggiungete commenti...

Lo spot per la classe II F (e basta) del Malpighi

Ciao ragazze\i finita la diatriba per le assegnazioni dei gruppi siete spariti... come procedono i lavori? come vanno le cose? Avete bisogno di aiuto? Mi raccontate qualcosa?
Grazzzzz


Allora. Per la prossima volta dovete fare voi uno spot.
Dovete scriverlo. Poi disegnarlo. Infine girarlo. Tutte e tre queste fasi o solo una di loro...
Gli spot devono riferirsi al maschilismo e al sessismo e possono essere:

1) parodie di pubblicità (esistenti o meno) esagerando per enfatizzare il sessismo.
2) riscrittura di spot (esistenti) in chiane NON sessista (es. provate a immaginare una versione non sessista dello spot della Kinder Paradiso).
3) un incrocio tra i due.
Insomma massima libertà.
Per ogni domanda scrivetemi qui oppure mandatemi una mail cliccando E-Mail Me.

Ricordatevi di postarmi anche l'elenco dei gruppi,e tenetevi in contatto, non sparite!

Tanto per ripassare ecco lo spot della Kinder



ed ecco alcuni commenti su youtube...


gavrieloo (1 mese fa) Mostra Nascondi 0 Segnalato come spam
Rispondi questo me lo ricordo ankio ke ho 23 anni :) stefanodef (1 mese fa) Mostra Nascondi +4 Segnalato come spam
Rispondi Se per le donnine di casa è un divertimento pulire possono passare dal mio appartamento in qualunque momento. bettacian (1 mese fa) Mostra Nascondi +1 Segnalato come spam
Rispondi oh my god! PerfectGoalkeeper (2 mesi fa) Mostra Nascondi +1 Segnalato come spam
Rispondi finalmente qualcuno che dice le cose come stanno!

martyrossa, nonostante sia la tua ideologia opposta alla mia, ti ritengo molto piu' intelligente di chi si mette a cliccarmi negativo sui commenti e poi riaggiorna la pagina per segnarmi di nuovo il commento come negativo...uscite, fatevi una vita! martyrossa (2 mesi fa) Mostra Nascondi +2 Segnalato come spam
Rispondi concordo! ma xke una buona volta non si fanno le cose come vanno fatte? le donne sono donne e gli uomini sono uomini! non vedo nulla d male se la mia bambina giocherà col forno o con le bambole e il maschietto con i samurai, sono cose normali! 1RecLevel (2 mesi fa) Mostra Nascondi +3 Segnalato come spam
Rispondi infatti le ragazze di adesso sono tutte influenzate da lavatrici ed aspirapolveri... paesanini (4 mesi fa) Mostra Nascondi +9 Segnalato come spam
Rispondi Perché non dovrei prendermela per "ste cose"?

La pubblicità come il resto della tv è un modo per influenzare la mentalità delle persone sin da piccoli. Penso non ci sia niente di peggio...

In quanto a uscire di casa lo faccio. Scendo instrada e protesto. Tu oltre a minimizzare invece che fai? ZioZambe (3 sett. fa) Mostra Nascondi 0 Segnalato come spam
Rispondi I generi esistono da sempre, la pubblicità non vuole influenzare nulla, vuole solo vendere. La lavatrice non è stata creata da un perfido genio del male per traviare le bambine, ma da una casa produttrice di giocattoli perché alle bambine piace giocarci! Tutto qui.

giovedì 4 febbraio 2010

Primo post sui rapporti tra cinema e Storia (medioevo) per le classi III A e III G del Malpighi

Ecco il vostro primo post!

Vi ricordo cosa dovete fare PRIMA del prossimo incontro:

1) postare un riassunto (uno per classe) degli appunti presi in classe

2) fare domande osservazioni su quanto non vi è chiaro o su quanto non siete d'accordo.

3) organizzarvi già in gruppi (3 per classe) in modo da fornirmi i nomi per il prossimo incontro

Intanto eccovi i link promessi:

Quello su Compiuta Donzella e la sua poesia

Invece di postarvi pagine da leggere vi posto la versione integrale del Mistero buffo dedicata a Ciullo D'alcamo.





C'è ancora tanto da dire sulla lezione di oggi.
Ma iniziamo pure da qui...


AGGIUNTE

Ecco il link alle versioni cartacee del testo di Fo.
Vi linko sia quello tratto dal Mistero Buffo (che corrisponde al testo del video) sia un altro testo, successivo, nel quale Fo torna sulla poesia e cambia sensibilmente l'interpretazione.
Lo so che sono tante pagine ma se avete tempo leggetele sono spassosissime...

Il primo post per la classe IV G del Liceo Malpighi

Ecco il vostro primo post.

Abbiamo parlato di tanti argomenti stamane. Chi se la sente di fare un riassunto, anche parziale, di quanto abbiamo trattato?

Abbiamo visto diverse sequenze.

Chi se la sente di discutere su una (o più) di esse?

Abbiamo parlato di maschilismo e di sessismo (nei film) chi se la sente di darne una definizione?

Scrivete, intervenite, questo post crescerà man mano che ci scrivete voi...

lunedì 1 febbraio 2010

Lo spot per le classi II E e II F del Malpighi

Ecco il vostro primo post.

Abbiamo messo molta carne al fuoco mi piacerebbe leggere dei riassunti "spontanei" per capire quanto vi è chiaro e quanto no.
Non temete di osservare, criticare, proporre letture alternative, nuovi spot. L'importante è che ragioniate.

Vi ricordo alcuni argomenti trattati. Non sarebbe male se su ognuno di essi (o anche solo su alcuni) vi esprimeste spassionatamente.

Siamo partiti dai Bisogni Primari e quelli Secondari. Cosa sono, quali categorie indicano? Cosa c'entrano con le pubblicità?

Ecco una pubblicità vecchia






In che cosa si differenzia da quelle di oggi (al di là delle evidenti differenze grafiche?).



Ecco la pubblicità per far lavorare le donne in fabbrica durante la II Guerra Mondiale. Perché ne abbiamo parlato?

Abbiamo fatto una distinzione tra spot "visivi" e spot "sonori", in che senso?

Infine abbiamo parlato di luoghi comuni e di sessismo? Cosa sono e cosa hanno a che fare con gli spot?


Qualcuno/a ha chiesto lumi sulle pubblicità sociale cioè quelle pubblicità che informano o sensibilizzano su argomenti di interesse sociale e pubblico.
Vi propongo due spot per la campagna di informazione sull'aids.



Che ve ne sembra?


Vi sembra che funzioni tutto?

Il target dovreste essere voi... (e quelli un poco più grandi di voi...)  come vi sentite rappresentati, descritti, interpellati?


RICORDATEVI DI DIVIDERVI IN GRUPPI GIÀ' PER LUNEDÌ' PROSSIMO.
Ogni gruppo dovrebbe essere formato da non più di 6-7 persone ( in modo da avere non più di tre gruppi per classe, altrimenti non c'è tempo per fare vedere tutti i lavori svolti).

L'esercizio che andrete a fare a casa, in gruppo vi richiede di creare uno spot, televisivo radiofonico o anche una immagine fotografica.
Deve essere uno spot non sessita, privo di luoghi comuni. Puòà anbche essere uno spot già esistente e particolaermente sessista (o con de luoghi comuni ) che voi riscrivete e trasfromate in uno spot non sessista o senza quei luoghi comuni, dopo la lezione di lunedì prossimo vi dovrebbe essere tutto più chiaro...

Gran Torino (USA, 2008) di Clint Eastwood


Sceneggiatura: Nick Schenk
Attori: Clint Eastwood, Cory Hardrict, John Carroll Lynch, Geraldine Hughes, Brian Haley, Brian Howe, Nana Gbewonyo, Chris Carley, Bee Vang, Ahney Her, Choua Kue, Chee Thao Ruoli ed Interpreti
Fotografia: Tom Stern
Montaggio: Joel Cox
Produzione: Double Nickel Entertainment, Gerber Pictures, Malpaso Productions, Village Roadshow Pictures, Warner Bros
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 116 Min
Formato: Colore 35mm - 2.35 : 1








Ecco poster diversi del film.
Che "storie" ci raccontano?
Che impressione ci fanno?
Quale film ci lasciano immaginare?

Dopo aver visto il film

Durante la visione del film le nostre aspettative  nei confronti della storia raccontata rimangono le stesse o cambiano? 
Se cambiano quando? 
Come? 
Secondo voi perchè?



Recensione di Paolo Mereghetti (da leggere DOPO la visione del film)
Come si può definire un film che si apre con un funerale e si chiude con un altro? Un osservatore superficiale potrebbe anche definirlo iettatorio, ma in realtà Gran Torino appartiene più correttamente alla categoria dei film «testamentari», quelli dove l'autore — qui il 78enne Clint Eastwood — ci lascia in eredità il suo messaggio «finale», il suo pensiero definitivo sulla vita e sulla morte. Meglio, su come comportarsi in vita e come affrontare la morte. Cioè, sul Bene e sul Male. Questa riflessione ha sempre attraverso le opere di Eastwood regista. L'azione, che in altre età della vita sembrava predominare su tutto, finiva però per riportare primo o poi il suo «eroe» ai temi centrali della responsabilità. E a volte del castigo se non della morte. Come condanna (al cattivo di turno) ma anche come estremo destino di sconfitta (Guarda il trailer).

Come succede in Bird, in Un mondo perfetto, in Lettere da Iwo Jima... In Gran Torino, la riflessione di Eastwood prende un'andatura più zigzagante, a volte fin contraddittoria, come per riassumere tutte le diverse opzioni di una carriera che ha portato il suo regista a confrontarsi non solo con i limiti della vita, con le sue debolezze e le sue sconfitte, ma anche a farsene carico, ad assumerli (cristologicamente?) su di sé. Questo, almeno, fa Walt Kowalski (Eastwood), operaio in pensione dalla Ford, che vede il suo quartiere di Detroit spopolarsi di bianchi americani per lasciare il posto a ispanici e a un gruppo di invadenti «musi gialli» (in realtà «hmong», popolazione che non può più vivere nei territori d'origine, a cavallo tra Laos, Cambogia e Cina). All'inizio del film, però, durante il funerale della moglie, scopriamo che la rabbia di Kowalski si rivolge anche verso i membri della sua famiglia, i due figli Mitch e Steve da cui lo allontanano scelte di vita e gusti automobilistici (uno di loro commercia auto giapponesi, peccato più che mortale per un ex dipendente Ford), per non parlare dei nipoti vari, di cui disprezza praticamente ogni cosa, dall'abbigliamento all'indolenza. E senza preoccuparsi troppo di abbassare il tono quando fa le sue esternazioni. Con una buona dose di autoironia, Eastwood/Kowalski si mette in scena nel meno compiaciuto dei modi, ringhioso e urticante, capace di prendere il fucile per allontanare chi osa invadere la sua proprietà privata e preoccupato solo di due cose: avere una scorta di birra fresca da bere in solitudine nella sua veranda e ammirare la sua Gran Torino Ford del 72, che ogni tanto tira fuori dal garage e lucida con maniacale pazienza.

Inevitabile che a un certo punto le rabbie e le recriminazioni di Kowalski comincino a vacillare, e proprio quando stanno per esplodere di fronte alla scoperta che il timido figlio dei vicini di casa, Thao (Bee Vang), sta tentando di rubare come «cerimonia» di iniziazione all'età adulta proprio la sua amata auto. A partire da questo momento, la rabbia si trasforma in disprezzo, poi in non belligeranza per diventare curiosità e infine protettivo spirito paterno. Anche per merito della sorella di Thao, Sue (Ahney Her), meno impacciata nel suo percorso di integrazione nella cultura americana.

Lo strano, o per lo meno l'insolito, in un film hollywoodiano è la libertà che sembra prendersi Eastwood, che a un certo momento dà l'impressione di «perdersi » in lunghe deviazioni apparentemente non essenziali. Si prende il tempo per raccontare alcune specificità antropologiche degli hmong, scherza con le differenze razziali (e razziste) delle varie anime americane (i duetti col barbiere italo-americano), allontana la minaccia che incombe sul film (il violento bullismo di una banda orientale che scorrazza nel quartiere) come se volesse far imboccare al film un'altra strada, quella di una commedia di costume un po' fuori dal tempo. E poi, all'improvviso, fa ripiombare lo spettatore di fronte alla violenza e alla crudeltà. Obbligandolo però a fare un passo ulteriore, che è quello dell'assunzione delle proprie responsabilità di fronte alle ingiustizie della vita. E chiudendo perfettamente il percorso che unisce questo film a Mystic River e Million Dollar Baby: la coscienza della responsabilità che i padri — veri o «putativi» poco importa — hanno verso i figli. E il carico di «debiti» morali da cui non possono certo liberarsi. Alla fine la storia riprende il suo percorso incalzante e sorprendente, che naturalmente lasciamo allo spettatore scoprire. Possiamo solo aggiungere che Eastwood lo fa con una assunzione di responsabilità inusitata anche per i suoi film, quasi fosse riuscito finalmente a fare i conti davvero con la morte che nelle sue ultime regie aveva sempre più invaso le avventure dei suoi non-eroi, finendo per assumere l'aspetto del convitato di pietra. E che Eastwood filma con la semplicità e l'immediatezza che hanno solo i grandi.

Paolo Mereghetti

13 marzo 2009 Corriere della sera

Intervista a Clint Eastwood sul film (sempre da leggere dopo la visione del film)
LOS ANGELES - Il titolo potrebbe trarre in inganno: Gran Torino, il nuovo film di e con Clint Eastwood che segue di pochi mesi Changeling con Angelina Jolie (uscirà a gennaio negli Usa e a febbraio in Italia), non è un prodotto d'azione con inseguimenti d'auto, ma una melanconica cronaca degli ultimi giorni nella vita di un vedovo, un lupo solitario arrabbiato con tutti e miscredente. Non può non far pensare a un Dirty Harry nell'inverno della vita. "E' un veterano della guerra di Corea, pieno di pregiudizi, rimorsi, rabbie" lo racconta lo stesso Eastwood, che torna sullo schermo come interprete a quattro da Million Dollar Baby, "Walt è un uomo incapace di comunicare, anche col figlio o i nipoti. I suoi vicini di casa sono immigrati vietnamiti che a lui non piacciono affatto".

Walt ha un'unica grande passione, la sua auto sportiva d'epoca, una Ford Gran Torino, un vero cimelio. Quando un ragazzino vietnamita tenta di rubargliela, aizzato dalla gang locale, Walt si surriscalda. Le conseguenze dell'offesa subita sconvolgeranno la vita di tutti, Walt compreso. "Walt non è un ispettore Callaghan da vecchio" insiste Eastwood "I due periodi storici sono troppo differenti. Harry era frustrato dal sistema politico e giudiziario della città, Walt vuole solo pensare ai fatti suoi".

Ma anche Walt finisce per farsi giustizia da solo, non crede?
"Sì, ma è un uomo tormentato dai ricordi della guerra da lui combattuta nel passato. E quando finalmente acconsente a confessarsi in chiesa, come desiderava la defunta moglie, si vede che soffre tantissimo. Del film mi piaceva l'idea che non è mai troppo tardi per imparare, crescere, capire. E ricevere una sorta di illuminazione".

Sentimenti che la sua generazione conosce?
"Non riuscire a rapportarsi con i propri figli è spesso un limite della mia generazione, gente cresciuta negli anni '40 e '50. Walt è anche abituato a vivere in un quartiere di gente come lui, non è aperto ad altre culture, ma quando diventa amico di questi strani vicini di casa capisce di avere più in comune con loro che con la sua famiglia, con i suoi figli viziati. Fa un lungo viaggio interiore, fino a dare la vita per loro".

Un messaggio di tolleranza in un periodo storico particolare come questo?
"Sì, ed è quello che mi ha affascinato del copione, il modo in cui progredisce dall'intolleranza alla solidarietà. Walt è uno che all'inizio insulta tutti, come spesso fanno quelli della sua generazione, apostrofa i vicini immigrati, che non conosce nemmeno, con pesanti affermazioni razziste, non riesce a trattenersi, fino a quando diventa il loro più strenuo difensore. Non è un uomo politicamente corretto, ma ha una sua sensibilità, e lo diventa. Allo stesso tempo penso che il "politicamente corretto" stia andando troppo oltre, la gente perde il senso dell'umorismo. Mia moglie è un misto di tutto - messicana, giapponese, nera, irlandese - e io la prendo sempre in giro su tutte le sue particolarità etniche e ci divertiamo. Ma forse non ci piacerebbe se lo facesse qualcun altro".

Cosa pensa della politica americana verso gli immigrati?
"E' un serio problema che dovrà essere affrontato e sono rimasto molto deluso dal fatto che nessuno dei candidati, durante le elezioni, ne abbia voluto parlare, come volessero evitarlo. Il che significa che nessuno ha un piano d'azione. Secondo me tutto il processo di immigrazione dovrebbe venire riorganizzato e semplificato, in modo da accettare gente che davvero vuole venire qui a lavorare, e allontanare i criminali. Abbiamo sicuramente bisogno degli immigrati, è il modo in cui questo paese è stato costruito".

Nonostante lei non sia un sostenitore del nuovo presidente degli Stati Uniti, non pensa che con Obama cambieranno le cose proprio in questo senso?
"Lo spero, tutti noi speriamo nei miglioramenti, come nazione e come individui, e le possibilità ci sono. Purtroppo ho anche vissuto abbastanza a lungo da aver visto tanti personaggi politici arrivare a Washington e perdersi, dimenticando che là fuori c'è una realtà diversa. E' successo a tanti politici nel passato, mi auguro non succederà anche ad Obama".


I suoi film toccano sempre temi molto profondi, come la guerra e la tolleranza verso gli altri. Come sceglie i progetti, per il messaggio o per il loro valore spettacolare?
"Penso che ci sia bisogno di una combinazione di entrambi gli elementi. Cerco una storia che abbia un messaggio ma spero anche sia un intrattenimento, che trasmetta emozioni agli spettatori, che siano tragiche o divertenti. Cerco di raccontare una storia interessante. Da giovane ho fatto film per il piacere dell'avventura, per il pubblico, ma in questa fase mia vita voglio poter dire qualcosa. Negli ultimi 15 anni ho fatto film per adulti, sperando che li vedano anche i giovani. Mi manca l'epoca in cui gli adulti andavano al cinema, quando non c'era sempre lo stesso genere e i film non dovevano essere necessariamente dei sequel. I tempi di Preston Sturges e Howard Hawks, che giravano sempre soggetti nuovi per loro, che fossero spettacolari o veicoli di un messaggio. Oggi appena un film ha successo e fa soldi, i produttori ne vogliono fare altri quattro uguali! A 78 anni, non sarei soddisfatto se ogni giorno non potessi imparare qualcosa di nuovo".

Silvia Bizio La Repubblica 4 dicembre 2008