Abbiamo messo molta carne al fuoco mi piacerebbe leggere dei riassunti "spontanei" per capire quanto vi è chiaro e quanto no.
Non temete di osservare, criticare, proporre letture alternative, nuovi spot. L'importante è che ragioniate.
Vi ricordo alcuni argomenti trattati. Non sarebbe male se su ognuno di essi (o anche solo su alcuni) vi esprimeste spassionatamente.
Siamo partiti dai Bisogni Primari e quelli Secondari. Cosa sono, quali categorie indicano? Cosa c'entrano con le pubblicità?
Ecco una pubblicità vecchia

In che cosa si differenzia da quelle di oggi (al di là delle evidenti differenze grafiche?).


Ecco la pubblicità per far lavorare le donne in fabbrica durante la II Guerra Mondiale. Perché ne abbiamo parlato?
Abbiamo fatto una distinzione tra spot "visivi" e spot "sonori", in che senso?
Infine abbiamo parlato di luoghi comuni e di sessismo? Cosa sono e cosa hanno a che fare con gli spot?
Qualcuno/a ha chiesto lumi sulle pubblicità sociale cioè quelle pubblicità che informano o sensibilizzano su argomenti di interesse sociale e pubblico.
Vi propongo due spot per la campagna di informazione sull'aids.
Che ve ne sembra?
Vi sembra che funzioni tutto?
Il target dovreste essere voi... (e quelli un poco più grandi di voi...) come vi sentite rappresentati, descritti, interpellati?
RICORDATEVI DI DIVIDERVI IN GRUPPI GIÀ' PER LUNEDÌ' PROSSIMO.
Ogni gruppo dovrebbe essere formato da non più di 6-7 persone ( in modo da avere non più di tre gruppi per classe, altrimenti non c'è tempo per fare vedere tutti i lavori svolti).
L'esercizio che andrete a fare a casa, in gruppo vi richiede di creare uno spot, televisivo radiofonico o anche una immagine fotografica.
Deve essere uno spot non sessita, privo di luoghi comuni. Puòà anbche essere uno spot già esistente e particolaermente sessista (o con de luoghi comuni ) che voi riscrivete e trasfromate in uno spot non sessista o senza quei luoghi comuni, dopo la lezione di lunedì prossimo vi dovrebbe essere tutto più chiaro...
gli argomenti trattati oggi durante la lezione hanno creato un primo quadro storico, psicologico e economico delle publicità. credo che mi siano chiari tutti gli argomenti trattati soprattutto ciò che riguarda la sessualità presente in molti spot e i luoghi comuni che fanno parte della nostra vita particolarmente evidenziati dalle publicità, però volevo chiedere una cosa... gli spot che passano in tv e per radio che publicizzano la guida sicura o uno recente contro l'omofobia non presetano bisogni indotti ma sono sempre definiti come publicità. perchè?
RispondiEliminapiù o meno tutto chiaro...sia come detto sopra il quadro psicologico, storico ed economico. mi è piaciuto molto discutere sul sessismo e sui luoghi comuni presenti soprattutto nella società di oggi. solo una cosa non mi è chiara: la differenza tra la pubblicità vecchia della pirelli e tra quella di oggi.
RispondiEliminaper rispondere al ragazzo/a di sopra: secondo me quelle sono pubblicità progresso che utilizzano gli stessi mezzi delle altre pubblicità, come la funzione poetica, per sensibilizzare tutto il pubblico(infatti si rivolge a tutti), riguardo questioni molto importanti che stanno fuoriuscendo dalla società odierna....ciao aspetto risposte
matteo
la lezione è stata chiarissima, complimenti...C'è un argomento in particolare che mi interessa molto, quello dei luoghi comuni: mi affascina pensare a come ragiona il cervello umano ed è ancora più affascinante a mio avviso pensare che molti cervelli studiano altri cervelli (ci sarà infatti qualcuno che studia il ragionamento della gente e si basa su di esso per fare una pubblicità...)Vorrei però chiederti una cosa, anzi, la chiedo a tutti. Premetto che sono una persona molto critica e mi diverte fare osservazioni su quello che ci propongono in tv, quindi anche le pubblicità; guardo tutto, vestiti, atteggiamenti, scenografia, animazioni, tutto tranne l'oggetto pubblicizzato. Comunque come dici tu è difficile rimanere completamente estranei e osservare oggettivamente un fenomeno in cui si è immersi.
RispondiEliminaLa mia domanda è questa: vi è mai capitato di vedere una pubblicità che non è come le altre, non vi incuriosisce, non la guardate con indifferenza, ma semplicemente vi RIPUGNA? Vi posso fare l'esempio della Ferilli che dice: beato chi se o fa, il sofààà ->terribile<- (anche se questa è una pubblicità alla radio il discorso è lo stesso). Un'altra cosa che odio sono offerte TIM, VODAFONE, 3,con questi super vip.. :(.. e ora però mi chiedo: E' UNA PUBBLICITà CHE NON HA FUNZIONATO? O in qualche modo ha raggiunto comunque l'obiettivo perchè rimarrà impressa al pubblico? E questo influenza la vendita del prodotto? I realizzatori prevedono anche questo? Per ora mi fermo con la valanga di domande che vorrei fare:P e anzi scusate si mi sono dilungata un pò:P:P:P aspetto risposte ciao a tutti e grazie;)
gli spot che passano in tv e per radio che publicizzano la guida sicura o uno recente contro l'omofobia non presetano bisogni indotti ma sono sempre definiti come publicità. perchè?
RispondiEliminaSono definiti pubblicità sociali o (come si diceva un tempo) "pubblicità progresso".
Sono pubblicità perchè comunicano un messaggio al pubblico cambiano i contenuti del messaggio e le sue forme.
Ma anche se parlano di argomenti importanti e cercano di sensibilizzare le persone su questioni di interesse sociale non tutti sono efficaci nello stesso modo, né sono scevri da luoghi comuni...
Riprenderemo l'argomento in classe...
solo una cosa non mi è chiara: la differenza tra la pubblicità vecchia della pirelli e tra quella di oggi.
RispondiEliminaSe ti riferisci alle due immagini che ho messo nel post la prima quella della Pirelli è del 1920 circa, le altre due sono pubblicità del 1942, pubblicità sociali, che riconoscono l'importanza del lavoro svolto dalle donne nella fabbrica ("Non possiamo vincere sena di loro").
Non hai capito la differenza perchè non c'era confronto tra Pirelli e una pubblicità di oggi, perché non ne avevo messe.
Ora ho provveduto. Noti qualche differenza (al di là di quelle ovvie di grafica e etc...)?
E' UNA PUBBLICITà CHE NON HA FUNZIONATO? O in qualche modo ha raggiunto comunque l'obiettivo perchè rimarrà impressa al pubblico
RispondiEliminaAnche se può sembrarti paradossale l'unico scopo della pubblicità non è solamente quello di vendere il prodotto. Perché se io compro solo quando c'è una pubblicità (semplificando le cose all'osso) quando questa non c'è smetto di comperare.
le pubblicità invece inducono dei bisogni nelle persone. vendono delle necessità, meglio, offrono il prodotto pubblicizzato come soddisfazione di una (o più) necessità.
Poco importa se tu odi quella pubblicità non arriverai mai a decidere di non comperare uno dei prodotti della "Divani & sofà" solo perchè odi la pubblicità. (Anche se l'arma del boicottaggio è un'arma potente, ma questo pè un altro discorso...). I pubblicitari tengono certamente conto che alcune pubblicità possono infastidire certi potenziali clienti ma fa sempre parte del gioco. Quel tormentone (perchè c'è stato un periodo che quello spot alla radi si sentiva tutti i giorni più volte al giorno) ti stava antipatico come pubblicità in sé, non perchè (per esempio) sfruttava una donna bella e famosa per fare la pubblicità di un divano... In quel caso i pubblicitari si sarebbero preoccupati ma finché accetti lo spot così' com'è senza metterlo in discussione e ti limiti adire che lo odi sei ancora dentro il (loro) gioco pubblicitario.
Spero di essermi spiegato. (altrimenti riscrivi...).
Riprenderemo l'argomento in classe.
Ps. non ti "censurare". Fai domande interessanti (anche i tuoi compagni/e) fanne pure quante ne vuoi!
"..(per esempio) sfruttava una donna bella e famosa per fare la pubblicità di un divano... In quel caso i pubblicitari si sarebbero preoccupati"
RispondiEliminapiccola curiosità:
In che senso si sarebbero preoccupati? Che avrebbero fatto? Comunque non so se è una mia impressione ma quella pubblicità non si è più sentita, anzi l'hanno cambiata, ora c'è un uomo che parla..
Grazie mille per le risposte interessanti e soddisfacenti;)
Ciao! Scusa per il ritardo con cui ti scrivo. Era una battuta (quasi), nel senso che la preoccupazione per i pubblicitari nasce quando il loro pubblico ha una consapevolezza critica delle pubblicità, quando cioè non si limita a reagire agli stimoli dela pubblicità, poco importa se in postivo o in negativo, ma inzia ad guardare lo spot in maniera analitica , a usare la propria testa, i propri valori, i propri criteri e non quelli loro (dei pubblicitari...).
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