ciao alessandro, premetto che avrei voluto postare prima ma un pò per motivi di tempo e un pò per la connessione mi sono ridotta ad oggi...
Comunque vorrei intanto cominciare col riassunto della lezione: intanto possiamo delineare il periodo del Neorealismo che va circa dal 1942 con "ossessione" di Visconti e "4 passi tra le nuvole" di Blasetti,
Il film di Blasetti rimane un film fascista nel quale si possono ravvisare dei prodromi di neorealismo.
al 1953 con "Umberto D" di De Sica e Zavattini. Abbiamo però cominciato il nostro discorso parlando di Naturalismo francese, Verismo italiano e il gruppo degli scapigliati, facendo riferimento alla corrente filosofica positivista dell'epoca e attingendo al problema delle "vulgate" cioè dei falsi storici. Proprio di Vulgata possiamo parlare riguardo ai punti fondamentali del neorealismo, come le riprese in esterni, gli attori presi dalle strade
si dice presi dalla strada
e le riprese non pulite (non che non fossero elementi caratterizzanti, ma non sono "innovativi") Abbiamo infatti visto il primo (e unico pezzo) del film Rotaie, che se non sbaglio non è un film neorealista perché del 1929 (quando c'è l'avvento del sonoro in Italia anche se il film in questione è un film muto...) ma un film girato durante il periodo del fascismo. Abbiamo infatti riscontrato, come nella scena del treno,l'emersione dell'ideologia fascista con l'indistinzione tra le varie classe sociali,
Non l'indistinzione ma l'integrazione, il reciproco riconsocersi evolersi bene, l'assenza del conflitto tra classi che invece caratterizza l'ideologia comunista (e non solo)
dai medio-borghesi e i contadini che condividono cibo e tempo tra loro e anche la funzione della donna nella società (la ragazza che porta il pranzo all'uomo che esce dalla fabbrica). Abbiamo notato inoltre anche un pò di Verghismo, con l'impossibilità di cambiare la propria posizione sociale in meglio e con il rischio di peggiorarla (l'uomo avrebbe dovuto cedere la propria donna per ripagare dei debiti ma decide di tenerla con se e deve trovar fortuna in una fabbrica). In questo film è anche presente già la ripresa in esterni.
Da qui ci siamo spostato su una riflessione sul fascismo, che ha troncato la strada al Neorealismo
Il fascismo non può troncare la strada al neorealismo perchè il neorealismo prosegue ben oltre il fascismo. Quel che cercavo di evidenziare che alcune idee sulla donna e sull'uomo e sulla società caratterizzanti il fascismo sono sopravvisste al fascismo anche nella Repubblica...
che aveva posto una "nuova strada" rimanendo con un governo di fatto fascista che ha lasciato le cose relativamente uguali.
Il govenro repubblicano per alcuni versi è rimasto fascista, ma non nella sua organizzazione di potere...
Dal "cambiare le cose per lasciarle uguali" è emerso un ulteriore dibattito sull'omosessualità ancora ritenuta un tabu nella nostra società,
Aspetta. Come siamo arrivati all'omosessualità?
Vi avevo chiesto se la lettura sull'ideologia sottintesa in un film fosse legittima o se fosse possibile una lettuera oggettiva, non ideologica. Visto soprattutto che oggi, nel berlusconismo che ci accomuna un po' tutti, essere critici, profondi, sollevare dubbi o critiche complesse, contro la semplificazione politica corrente, è visto come ideologico, di parte, e dunque parziale, non oggettivo, mentre esiste un modo semplice e oggettivo di vedere le cose.
Ovviamente anche questo modo di vedere è ideologico. detto in altro modo la nostra ideologia influenza sempre il nostro modo di vedere la realtà.
collegato all'argomento dell'aborto, legalizzato per regolarizzare una necessità della società.
L'esmepio che portavo su divorzio e aborto è prorio questo.
Non si tratta di rispodnere a una necessità della società (cioè qualcosa di cui si ha bisogno ma che non c'è) ma l'esatto contrario di regolamentare con una legge un comportamento già presnete nella societò ma privo di una legge che lo regolamenti.
Questa constatazione vale per tre leggi di grande impatto sociale come divorzio aborto e matrimoni tra perosne dello stesso sesso ed è solamente per questo che ne parlavamo.
Ci siamo chiesti perché anche l'omosessualità non potesse esser "regolata" come avvenuto in Spagna e da qui sono emersi diversi punti di vista: da chi considera l'omosessualità e soprattutto l'adozione inaccettabile perché contro la "famiglia canonica" a chi si è posto in modo più moderato, relativizzanto il fatto che una famiglia sia veramente tale solo se composta da un parde e una madre, ma soffermandosi sul fatto che ci sia una qualche figura di riferimento che consenta la buona crescita del bambino. L'altro problema era l'integrazione di tale bambino in una società evidentemente ancora non pronta per un tale cambiamento...
Qualunque sia le idee che onguno puiò avere su questi argomenti, una posizioen democratica deve essere giocoforza la più possibilista, partendo dalala constatazione che una legge che vieti costringe delle perosne una legge che permetta aumenta i diritti senza ledere quelli di chi non vuooe (tranne quello comprensibile ma non democratico di vedere rispecchiare nell'intera societò la propria opinione).
Questo dovrebbe dimsotrare che tutti abbiamo un modo ideologico di vedere le cose e allora non si tratta di sapere chi ha ragione o chi troto si tratta di trovare la legge che funzioni meglio in una società democratica.
Per quanto mi riguarda, concordo sul lasciare libere le coppie omosessuali per l'adozione, utilizzando gli stessi criteri che si usano per le coppie "normali" : buon lavoro e buona capacità per mantenere il bambino e assicurargli una buona vita. Sulla normalità delle coppie non discuto, perché se effettivamente tra uomo e uomo o donna e donna non può nascere la vita, è anche vero che l'importanza di una famiglia è nell'essere sempre presente nei bisogni di tutti i suoi componenti e non quella di "essere normale" (esistono tante "famiglie normali" che cadono a pezzi...)
L'omosessualità è solo un fatto di amore e attrazione e nessuno può decidere per conto di altri, anzi il problema è la violenza che le coppie devono ingiustamente subire (tutti gli attacchi recenti a Roma e non).
credo che sia necessaria una forte sensibilizzazione della società e sopratutto che la gente impari a non metter sempre bocca su cose che non conosce... Più che altro, punto su cui abbiamo insistito, è stato l'importanza di non porsi come colui che "vieta", perché obbligare qualcuno a fare ciò che pensiamo è sbagliato, ma solo ad avere una propria opinione personale che non ostacoli la libertà degli altri (diventa pericoloso quando le ideologie o le idee delle persone che fanno le leggi interferiscono con la produzione delle leggi stesse...)
Mi fa molto paicere leggere qquel che scrivi, al di là dell'issue omosessualitò beninteso. Mi sembra una regola generale valida per qualunque argomento
Cooomunque tornando al neorealismo... Della scena del film "uomini che mascalzoni" di Camerini con De Sica intanto possiamo notare la solita ambientazione esterna (che suscitò grande stupore) con la ripresa "sporca".Non me ne intendo di critica cinematografica ma mi ha colpito la parte in cui Bruno chiede a Mariuccia di sopsarla e allude al fatto che così lei smetterà di lavorare in profumeria e si dedicherà solo alla casa ("come fa la brava moglie", aggiungerei), quindi riemerge sempre l'ideologia fascista sottolineata anche della battuta del padre al bar "bisogna lavorare"... Probabilmente in questi due pezzi ho visto più di quanto effettivamente stavi chiedendo, ma sono le uniche due cose che mi hanno colpita...
No è esattamente quel che vi volevo far notare. Con una precisazione che farò domani in classe.
Per quanto riguarda "commedia dei telefoni bianchi", il film è una chiara parodia del "vecchio modo" di far cinema, con ricostruzioni di ambienti negli studi e gli attori "di prima scelta" come la protagonista che si lamenta del suo principe. C'è il riferimento ai Telefoni bianchi, simbolo di benessere sociale di un'Italia fascista diventata una gran potenza che non si stava accorgendo della decadenza che la circondava nel resto d?europa e che presto l'avrebbe raggiunta...[ http://www.italica.rai.it/cinema/schede/telefoni6.htm ] su questa sequenza totneremo domani
Per ora mi fermo qui, dopo posterò l'ultima analisi del film 4 passi tra le nuvole, sperando di riuscire a trarre quello che cerchi, visto che l'argomento mi risulta tutt'ora un pò fumoso... :) (scusa se mi sono un pò dilungata e se ho spezzato i commenti ma non entrava tutto XD)
Hai ragione, lo è.
Non ti sei dilungata affatto. Azni garzie e complimenti per la precisione delle tue osservazioni.
Grazie, e a domani!
Allora, eccovi le scene da film che non abbiamo visto al primo incontro mentre avremmo dovuto...
Ripariamo dalla sequenza tratta dal film Rotaie (Italia, 1929) di Mario Camerini. Cosa abbiamo detto su questa sequenza? Chi vuole riassumerlo?
Perché ve l'ho mostrata? cosa c'entra col neorealismo?
Seconda sequenza tratta da un altro film del periodo fascista, sempre di Mario Camerini: Gli uomini che mascalzoni (Italia, 1932).
Il tassista che vedete è il padre della ragazza. Il giovane De Sica è il corteggiatore della ragazza.
Cosa prossima dire su questa sequenza rispetto la vulgata sul neorealismo? E come scena di per sé?
ed ecco invece un esempio di comedia dei telefoni bianchi. Dora Nelson (Italia, 1939) di Mario Soldati
Adesso invece quattro sequenze dal film Quattro passi fra le nuvole (Italia, 1942) di Alessandro Blasetti film considerato un antecedente del neorealismo.
Vi propopngo 4 scene. Quella d'apertura.
Una scena sul treno
e poi una scena prima del finale nella quale il protagonista cerca di convincere la famiglia di contadini dalla quale ha accompagnato la ragazza incontrata sul treno, fingendosi suo marito perchè la ragazza è incinta senza marito a tenere la ragazza con loro invece di cacciarla come vorrebbe la morale.
Infine la scena finale....
In che cosa secondo voi il film si distingue dai film fascisti e anticipa il neorealismo?
Ci vediamo in classe giovedì.
MMMMMMMM.
Come mai l'altro giorno in classe avevate tanto da dire e adesso trovo tutto questo silenzio?
Intanto vi posto materiali utili per una riflessione...
Questo invece è un episodio molto recente di Grey's Anatomy...
Aspetto sempre il riassunto...
Ciao ecco il vostro post.
La lezione separata in due dalla discussione sull'omogenitorialità merita particolare attenzione.
Intanto mi piacerebbe leggere un riassunto sulla prima parte quando abbiamo parlato di verismo, naturalismo, positivismo etc.
In che termini si pongono queste correnti col neorealismo?
Rispetto la sequenza che abbiamo visto abbiamo adottato un tipo particolare di lettura. Cosa abbiamo detto sulla sequenza tratta da Rotaie di Camerini?
Quali altre letture possiamo fare (e sono state fatte...)?
Da quale considerazione siamo partiti prima di affrontare il caso concreto dell'omogenitorialità?
Cosa abbiamo detto sull'ideologia e sull'oggettività con cui parliamo?
Intanto scrivete su questi argomenti cercando di essere sintetici ma senza censurarvi e cercando di riportare il vostro punto di vista e anche quello degli altri.
Per le sequenze dei film da vedere dove spettare un paio di giorni! Ci vogliono circa due ore a spezzone per essere caricati... Sabato mattina conto di postare tutto...
Intanto scrivete, ricordate che questo spazio è vostro.
ciao alessandro, premetto che avrei voluto postare prima ma un pò per motivi di tempo e un pò per la connessione mi sono ridotta ad oggi...
RispondiEliminaComunque vorrei intanto cominciare col riassunto della lezione: intanto possiamo delineare il periodo del Neorealismo che va circa dal 1942 con "ossessione" di Visconti e "4 passi tra le nuvole" di Blasetti, a l 1953 con "Umberto D" di De Sica e Zavattini. Abbiamo però cominciato il nostro discorso parlando di Naturalismo francese, Verismo italiano e il gruppo degli scapigliati, facendo riferimento alla corrente filosofica positivista dell'epoca e attingendo al problema delle "vulgate" cioè dei falsi storici. Proprio di Vulgata possiamo parlare riguardo ai punti fondamentali del neorealismo, come le riprese in esterni, gli attori presi dalle strade e le riprese non pulite (non che non fossero elementi caratterizzanti, ma non sono "innovativi") Abbiamo infatti visto il primo (e unico pezzo) del film Rotaie, che se non sbaglio non è un film neorealista perché del 1929 (quando c'è l'avvento del sonoro in Italia anche se il film in questione è un film muto...) ma un film girato durante il periodo del fascismo. Abbiamo infatti riscontrato, come nella scena del treno,l'emersione dell'ideologia fascista con l'indistinzione tra le varie classe sociali, dai medio-borghesi e i contadini che condividono cibo e tempo tra loro e anche la funzione della donna nella società (la ragazza che porta il pranzo all'uomo che esce dalla fabbrica). Abbiamo notato inoltre anche un pò di Verghismo, con l'impossibilità di cambiare la propria posizione sociale in meglio e con il rischio di peggiorarla (l'uomo avrebbe dovuto cedere la propria donna per ripagare dei debiti ma decide di tenerla con se e deve trovar fortuna in una fabbrica). In questo film è anche presente già la ripresa in esterni.
Da qui ci siamo spostato su una riflessione sul fascismo, che ha troncato la strada al Neorealismo che aveva posto una "nuova strada" rimanendo con un governo di fatto fascista che ha lasciato le cose relativamente uguali.
RispondiEliminaDal "cambiare le cose per lasciarle uguali" è emerso un ulteriore dibattito sull'omosessualità ancora ritenuta un tabu nella nostra società, collegato all'argomento dell'aborto, legalizzato per regolarizzare una necessità della società. Ci siamo chiesti perché anche l'omosessualità non potesse esser "regolata" come avvenuto in Spagna e da qui sono emersi diversi punti di vista: da chi considera l'omosessualità e soprattutto l'adozione inaccettabile perché contro la "famiglia canonica" a chi si è posto in modo più moderato, relativizzanto il fatto che una famiglia sia veramente tale solo se composta da un parde e una madre, ma soffermandosi sul fatto che ci sia una qualche figura di riferimento che consenta la buona crescita del bambino. L'altro problema era l'integrazione di tale bambino in una società evidentemente ancora non pronta per un tale cambiamento... Per quanto mi riguarda, concordo sul lasciare libere le coppie omosessuali per l'adozione, utilizzando gli stessi criteri che si usano per le coppie "normali" : buon lavoro e buona capacità per mantenere il bambino e assicurargli una buona vita. Sulla normalità delle coppie non discuto, perché se effettivamente tra uomo e uomo o donna e donna non può nascere la vita, è anche vero che l'importanza di una famiglia è nell'essere sempre presente nei bisogni di tutti i suoi componenti e non quella di "essere normale" (esistono tante "famiglie normali" che cadono a pezzi...)
L'omosessualità è solo un fatto di amore e attrazione e nessuno può decidere per conto di altri, anzi il problema è la violenza che le coppie devono ingiustamente subire (tutti gli attacchi recenti a Roma e non).
credo che sia necessaria una forte sensibilizzazione della società e sopratutto che la gente impari a non metter sempre bocca su cose che non conosce... Più che altro, punto su cui abbiamo insistito, è stato l'importanza di non porsi come colui che "vieta", perché obbligare qualcuno a fare ciò che pensiamo è sbagliato, ma solo ad avere una propria opinione personale che non ostacoli la libertà degli altri (diventa pericoloso quando le ideologie o le idee delle persone che fanno le leggi interferiscono con la produzione delle leggi stesse...)
Cooomunque tornando al neorealismo... Della scena del film "uomini che mascalzoni" di Camerini con De Sica intanto possiamo notare la solita ambientazione esterna (che suscitò grande stupore) con la ripresa "sporca".Non me ne intendo di critica cinematografica ma mi ha colpito la parte in cui Bruno chiede a Mariuccia di sopsarla e allude al fatto che così lei smetterà di lavorare in profumeria e si dedicherà solo alla casa ("come fa la brava moglie", aggiungerei), quindi riemerge sempre l'ideologia fascista sottolineata anche della battuta del padre al bar "bisogna lavorare"... Probabilmente in questi due pezzi ho visto più di quanto effettivamente stavi chiedendo, ma sono le uniche due cose che mi hanno colpita...
RispondiEliminaPer quanto riguarda "commedia dei telefoni bianchi", il film è una chiara parodia del "vecchio modo" di far cinema, con ricostruzioni di ambienti negli studi e gli attori "di prima scelta" come la protagonista che si lamenta del suo principe. C'è il riferimento ai Telefoni bianchi, simbolo di benessere sociale di un'Italia fascista diventata una gran potenza che non si stava accorgendo della decadenza che la circondava nel resto d?europa e che presto l'avrebbe raggiunta...[ http://www.italica.rai.it/cinema/schede/telefoni6.htm ]
Per ora mi fermo qui, dopo posterò l'ultima analisi del film 4 passi tra le nuvole, sperando di riuscire a trarre quello che cerchi, visto che l'argomento mi risulta tutt'ora un pò fumoso... :)
(scusa se mi sono un pò dilungata e se ho spezzato i commenti ma non entrava tutto XD)
Ho risposto al tuo riassunto direttamente nel post. A domani!
RispondiEliminaSe ce la fai attendo le ulteriori idee sulle altre scene di 4 passi fra le nuvole.
allora rieccomi :) ho visto anche i quattro spezzoni dell'ultimo film (e ho letto anche un pò la trama da wikipedia per capirci qualcosa di più)
RispondiEliminaquello che ho notato in primis è stata la moglie del protagonista, che non ha solo la funzione di moglie-mamma, ma che sembrerebbe quasi esser quella che porta i pantaloni dentro casa, occupandosi di gestire le finanze e mandare avanti la famiglia mentre lui è fuori per lavoro...
Come al solito è presente il tema dell'onore della famiglia usurpato dalla ragazza che rimane incinta e il protagonista, per caso si ritrova ad aiutarla e anche quando il padre scopre la finzione del matrimonio viene convinto a non cacciarla di casa.
Questa storia vede le vicende di un uomo con una situazione familiare abbastanza pesante (basti guardare la scena finale in cui emerge la tristezza del rientro) e una vita piuttosto faticosa e sfortunata, che quindi non rappresenta più "il super uomo" borghese, ma un uomo normale che ha a che fare con i classici problemi della vita e non è né più né meno fortunato di altri... (contro l'idea fascista dell'uomo in grado di soddisfare a pieno i bisogni familiari).
Non ho afferrato il perché quando apre la porta per prendere il latte e si affaccia contemporaneamente il vicino, entrambi si nascondono...
Esatto!
RispondiEliminaè la prima volta che il cienma fascista mostra un uomo turbato dai fatti della vita... Quel coperchio di pentolino potato prima alla bocca e poi fatto cadere per terra è un segno forte pur nella sua piccolezza.
All'inizio del film il vicino era in vestaglia e Gino cervi in mutande... Si vergognano entrambi.
ah ecco XD pensavo ci fosse un qualche motivo particolare :)
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